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	<title>Fabrizio Bertot</title>
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		<title>Incontro con Roberto Cota</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:14:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="agenda-data-box">6 luglio 2010; [ 21:00] </div><div class="agenda_abs">Nell'ambito degli eventi dell'Officina delle Idee, il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, sarà a Rivarolo Canavese per incontrare il sindaco Fabrizio Bertot e la cittadinanza.

L'incontro si terrà nel parco del castello di Malgrà e verterà sulla "qualità della vita".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="agenda-data-box"><div class="agenda-data">6 luglio 2010</div><div class="agenda-ora">21:00 <span>a</span> 23:30</div></div><div class="agenda_abs"><p>Nell&#8217;ambito degli eventi dell&#8217;Officina delle Idee, il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, sarà a Rivarolo Canavese per incontrare il sindaco Fabrizio Bertot e la cittadinanza.</p>
<p>L&#8217;incontro si terrà nel parco del castello di Malgrà e verterà sulla &#8220;qualità della vita&#8221;.</p>
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		<title>I servizi sociali integrati del Polo Sociale di Rivarolo</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 14:30:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rivarolo sta rileggendo il suo rapporto con l’Anfass, ridotta per anni, ad isolato centro di accoglienza disabili. Oggi l’Anffas è il nostro Polo Sociale e siamo l’unica città in Piemonte ad avere una struttura per servizi sociali così integrati.
 Quanti hanno bisogno di protezione e assistenza anziani, bambini e disabili, trovano in questi spazi una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rivarolo sta rileggendo il suo rapporto con l’Anfass, ridotta per anni, ad isolato centro di accoglienza disabili. Oggi l’Anffas è il nostro Polo Sociale e siamo l’unica città in Piemonte ad avere una struttura per servizi sociali così integrati.<br />
<span id="more-590"></span> Quanti hanno bisogno di protezione e assistenza anziani, bambini e disabili, trovano in questi spazi una dimensione adeguata alle loro esigenze. La struttura offre infatti strategici servizi , a cominciare da una raddoppiata sezione di scuola materna moderna, funzionale, luminosa e colorata, immersa nel verde di un parco curato ed ospitale; occasioni per la terza età in un complesso residenziale a rinnovata gestione, dove gli operatori sono affiancati dai volontari della Avulss, impegnati come sempre a migliorare l’attenzione verso la persona in tutte le sue manifestazioni di bisogno. Investire nel miglioramento della qualità di vita delle fasce deboli porterà al miglioramento della qualità di tutti i cittadini che nel Polo Sociale riscoprono e apprezzano una risorsa vera, un valore aggiunto, non uno scomoda presenza.</p>
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		<title>Project financing: la riorganizzazione degli insediamenti scolastici</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 16:29:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Rivarolo Canavese le scuole sono un fortissimo attrattore di popolazione: allievi, docenti e addetti sommano a più di tremila persone che quasi per metà provengono da altri comuni.  Inoltre, le previsioni di sviluppo per il prossimo decennio, sia con riferimento alle dinamiche demografiche locali, sia in attuazione delle politiche scolastiche promosse dall’attuale governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Rivarolo Canavese le scuole sono un fortissimo attrattore di popolazione: allievi, docenti e addetti sommano a più di tremila persone che quasi per metà provengono da altri comuni.  Inoltre, le previsioni di sviluppo per il prossimo decennio, sia con riferimento alle dinamiche demografiche locali, sia in attuazione delle politiche scolastiche promosse dall’attuale governo nazionale (riforma scolastica con soppressione delle classi meno numerose e conseguente confluenza a Rivarolo di ulteriori scolari provenienti dai centri minori dei dintorni), portano a prevedere un incremento della popolazione scolastica almeno pari al 20%. <span id="more-118"></span></p>
<p>In questa prospettiva nel Comune di Rivarolo ho avviato un articolato programma di riorganizzazione degli insediamenti scolastici mirato alle seguenti principali finalità:</p>
<p><strong>– Concentrare le strutture relative alla scuola dell’obbligo (elementari e medie) in un polo attrezzato e dedicato, ubicato in Via Lemaire. </strong><br />
L’attuale sede delle scuole elementari (primarie), ubicata in adiacenza al centro storico, in un contesto urbano congestionato dal traffico e privo di parcheggi, non è utilizzabile per eventuali adeguamenti o ampliamenti della struttura esistente, mentre l’area di Via Lemaire, dove già attualmente esistono le scuole medie, è pienamente idonea, per dimensioni e conformità urbanistica, ad ospitare un nuovo edificio scolastico e le relative attrezzature.  In posizione lievemente defilata rispetto al centro urbano, è raggiungibile a piedi da tutto il capoluogo e agevolmente accessibile alle auto, sia per le condizioni di scarso traffico veicolare che interessano la viabilità della zona, sia perché, con un’estensione di circa 25.000 mq, può contenere i necessari spazi di sosta per mezzi e autovetture.<br />
Prioritario obiettivo del Comune è la realizzazione di un sistema edilizio altamente funzionale per la didattica, l’apprendimento, la socializzazione e lo sviluppo armonioso dei bambini, con particolare attenzione sia alla flessibilità degli spazi e delle configurazioni possibili (quanto mai necessaria a fronte delle continue riforme cui va soggetta l’organizzazione della pubblica istruzione) e sia (soprattutto) all’efficienza energetica, alla biocompatibilità dei materiali impiegati, delle tecnologie costruttive e impiantistiche.</p>
<p><strong>– Riqualificare l’area non più utilizzata per l’istruzione (attuale sede delle Scuole Elementari in Via San Francesco).</strong><br />
L’attuale edificio scolastico, ubicato in un’area di circa 4.500 mq nel pieno centro cittadino, ha due piani fuori terra (su piano rialzato), un’altezza di circa 10 m e un ingombro volumetrico di circa 13.500 mc.  E’ composto da due corpi di fabbrica adiacenti, costruiti in epoche diverse, che non presentano particolari valori architettonici o ambientali e che attualmente versano in condizioni di progressiva obsolescenza, risultando del tutto inadeguati alla loro funzione.  Come già detto, la carenza di parcheggi e l’entità dei flussi veicolari in transito sull’asse di Via Favria – Via San Francesco (sommati a quelli direttamente indotti dalla scuola), creano inevitabili e quotidiani problemi al traffico cittadino negli orari di ingresso e uscita degli alunni ed è pertanto improponibile la permanenza delle scuole in tale sede.<br />
Per contro la posizione centralissima, in fregio ad uno dei principali assi di traffico urbano, conferisce all’immobile delle vecchie scuole una specifica vocazione al riutilizzo<br />
per funzioni commerciali e residenziali, con un conseguente notevole valore di mercato.<br />
Tale condizione offre quindi all’Amministrazione Comunale (proprietaria del complesso scolastico) la possibilità di raggiungere due importanti obbiettivi:  da un lato incamerare risorse finanziarie dalla vendita dell’immobile, dall’altro riqualificare un luogo urbano particolarmente significativo all’ingresso del centro storico cittadino.</p>
<p><strong>– Perseguire il raggiungimento degli obbiettivi di cui sopra anche attraverso procedure di partenariato con operatori privati che, pur garantendo il totale controllo pubblico degli interventi, consentano di minimizzare l’impiego di risorse finanziarie comunali.</strong></p>
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		<title>Project financing: risultati senza onere</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 11:35:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per quanto riguarda il progetto di realizzazione realizzazione di un sistema edilizio scolastico l’Amministrazione di Rivarolo ha conseguito al massimo livello tutti i risultati attesi:  non solo la costruzione delle nuove scuole senza onere alcuno per l’erario comunale, ma anche la rigenerazione di due luoghi urbani (il complesso scolastico di Via San Francesco e l’ex [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto riguarda il progetto di realizzazione realizzazione di un sistema edilizio scolastico l’Amministrazione di Rivarolo ha conseguito al massimo livello tutti i risultati attesi:  non solo la costruzione delle nuove scuole senza onere alcuno per l’erario comunale, ma anche la rigenerazione di due luoghi urbani (il complesso scolastico di Via San Francesco e l’ex sede ENEL di Corso Indipendenza) che ad oggi costituiscono elementi di discontinuità e di dequalificazione nel tessuto e nel paesaggio della città. Tutto questo si è rivelato possibile grazie a un accurato Project Financing.<span id="more-122"></span><br />
Per la costruzione delle scuole primarie nel sito di Via Lemaire, il cui costo assomma a poco meno di 6.000.000 €, l’Amministrazione Comunale ha impostato un project financing a “canone zero” (cioè senza la corresponsione di alcuna locazione da parte del Comune) per cui, in sintesi, il soggetto attuatore dell’edificio pubblico viene compensato con l’attribuzione di un controvalore immobiliare.<br />
A seguito di approfondite valutazioni sui prezzi di mercato, è stato definito in 11.000 mq di superficie utile la consistenza dei diritti edificatori da assegnare al concessionario del project financing.  In sostanza è stato stimato un valore di circa 530 € a ogni mq di SLP edificabile (530 x 11.000 = 5.830.000).  Tale valore unitario (che in base al criterio comunemente applicato nelle stime immobiliari si può considerare pari al 20% del valore di vendita del prodotto edilizio finito) presuppone che le costruzioni realizzate siano piazzate sul mercato ad almeno 2.650 €/mq, e quindi ad un prezzo particolarmente elevato, raggiungibile solo per edifici ubicati nelle aree centrali della città.<br />
L’Amministrazione pertanto, al fine di garantire la sostenibilità economica dell’operazione, ha inizialmente ipotizzato di concentrare l’intera capacità edificatoria assegnata al concessionario sull’area delle attuali scuole elementari, che indubbiamente risponde ai requisiti localizzativi anzidetti.  Fin dalle prime simulazioni progettuali è tuttavia emerso che per poter sfruttare tutta la SLP disponibile si sarebbero dovute raggiungere eccessive altezze di fabbrica, non compatibili con il contesto urbano.<br />
Occorre pertanto individuare un altro sito, con caratteristiche omogenee a quello delle ex scuole, sul quale far atterrare parte dei diritti edificatori.  Poiché il Comune non dispone di aree con le necessarie caratteristiche, si è pensato di coinvolgere nell’operazione un soggetto terzo, con il quale concertare i termini di un intervento di reciproca convenienza.<br />
In particolare si è considerato che da qualche anno è stata dismessa dall’ENEL la sede amministrativa e operativa di Corso Indipendenza, un vasto complesso (circa 9.000 mq di superficie territoriale) che ha ormai assunto i connotati dequalificanti del “vuoto urbano”, accentuati dalla sua collocazione centrale e dalla sua contiguità ad alcuni luoghi nevralgici della vita sociale ed economica cittadina.  E’ stata pertanto contattata la nuova proprietà dell’immobile ex ENEL e si è avanzata una proposta di carattere perequativo:  il Comune attribuisce all’area una adeguata capacità edificatoria per la sua riconversione in funzione residenziale e commerciale riservandosi il 50% di tali diritti edificatori e della superficie territoriale, che vengono girati al concessionario del project financing.<br />
Questa soluzione, come già precedentemente accennato, consente di ottimizzare tutti gli obbiettivi dell’Amministrazione:<br />
-    il costruttore delle nuove scuole viene compensato senza alcun esborso per il Comune,<br />
-    le densità edilizie nel sito delle ex scuole vengono contenute nei limiti del contesto,<br />
-    viene promosso il recupero di un’ulteriore area degradata del centro abitato (ex ENEL).</p>
<p><strong>LA  “LEGGE  BRUNETTA”</strong><br />
Una volta stabiliti gli obbiettivi strategici e i criteri di sostenibilità economica del project financing si tratta di definire gli strumenti operativi urbanistici per attribuire i diritti edificatori e modificare le destinazioni d’uso delle aree.<br />
Nel suo insieme l’operazione comporta l’assegnazione di 15.000 mq di SLP a destinazione residenziale (75%) e commerciale (25%) e la riclassificazione delle due aree (scuole elementari ed ENEL) da “servizi pubblici” ad “ambiti di ristrutturazione urbanistica”.<br />
Il Comune, che a suo tempo ha accantonato in un’apposita riserva gran parte del cosiddetto “residuo di Piano”, potrebbe disporre delle necessarie quantità di capacità edificatoria da attuare con gli interventi previsti e pertanto potrebbe regolare la pratica con ricorso ad una semplice Variante non strutturale al PRG.<br />
Nella legislazione urbanistica piemontese, infatti, le varianti che si limitano a trasferire la capacità insediativa già disponibile, senza crearne di nuova, sono approvate direttamente dal Comune senza l’intervento regionale.<br />
Sarebbe a questo punto sufficiente assegnare all’area comunale di Via San Francesco (vecchie scuole elementari) la titolarità di tutti i diritti edificatori, stabilendo che, a seguito di convenzione con la proprietà dell’ex ENEL, una quota parte di tali diritti viene trasferita all’area di Corso Indipendenza, secondo il riparto prestabilito tra pubblico e privato.<br />
E’ però evidente che tale modus operandi, per quanto speditivo (l’approvazione di una variante parziale di PRG si può concludere nel giro di tre-quattro mesi) e certamente conforme al pubblico interesse, avrebbe la conseguenza di “svuotare” quasi del tutto le riserve di capacità edificatoria accumulate dal Comune, precludendo la possibilità di allocarle diversamente per fare fronte ad altri eventuali bisogni emergenti.<br />
A sollevare l’Amministrazione da ogni imbarazzo è intervenuta la “effimera” conversione in legge (L. 133/08) del D.L. 112/08, comunemente detta “Legge Brunetta”, che all’art. 58, disciplinando la valorizzazione e l’alienazione del patrimonio immobiliare degli enti locali, consente al Consiglio Comunale di operare la riclassificazione urbanistica di propri immobili urbani (aree e fabbricati) e di attribuire loro incrementi di capacità edificatoria fino al 10% del dimensionamento del Piano Regolatore, senza dover richiedere alcuna autorizzazione agli enti sovraordinati.<br />
Come è noto, tale speciale provvidenza (con la quale il Governo nazionale ha inteso sovvenire alle necessità economiche dei Comuni, offrendo loro nuove possibilità di introito alternative alla perdita di ICI, trasferimenti erariali, ecc.) ha avuto una vigenza di neppure 17 mesi, quasi tutti trascorsi aspettando la sentenza della consulta adìta da alcuni governi regionali che non sopportavano di vedere limitato il loro imperio urbanistico sui Comuni.<br />
La pendenza del ricorso e le sue imprevedibili conseguenze non hanno comunque intimorito il Comune di Rivarolo che, anzi, cogliendo “l’attimo fuggente” si è affrettato a lucrare i benefici della “Legge Brunetta” e con delibera del Consiglio Comunale ha assegnato la necessaria quantità di volumetria all’area delle scuole elementari di Via San Francesco, senza depauperare la limitata risorsa dei diritti edificatori già complessivamente contenuti nel PRG, che restano quindi disponibili per altre iniziative urbanistiche.<br />
Quando il 30.12.2009 la sentenza n. 340/2009 della Corte Costituzionale ha fatto decadere i disposti legislativi in forza dei quali si è proceduto alle azioni sopra descritte, il Comune di Rivarolo aveva già stipulato le convenzioni, alienato gli immobili e consolidato i diritti edificatori in capo ai contraenti, restando quindi indenne dalle conseguenze di tale sentenza che ha invece causato gravissimi danni economici ai molti Comuni che non avevano ancora portato a compimento tutti i passaggi amministrativi e contrattuali.</p>
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		<title>La solitudine delle imprese</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 10:24:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La mancanza di interlocutori politici ha determinato una grave situazione di solitudine delle imprese; imprenditori, impiegati, tecnici e operai non sono in lite tra di loro ma anzi sono spesso solidali e vivono compatti il disagio di non essere ascoltati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il motore dell’economia piemontese è legato da sempre alla produzione. Siamo alla terza generazione di produttori soprattutto industriali e dobbiamo prepararci a crescere la quarta.<br />
Gran parte della produzione industriale è connessa alla meccanica e all’automotive,  pur nelle diversificazioni dei clienti che hanno permesso a molti di slegarsi, almeno in parte, da un rapporto diretto con la tradizionale e sempre prevalente azienda Fiat.<span id="more-36"></span><br />
L’indotto è cresciuto, maturato ed è diventato nel tempo sufficientemente autonomo per poter guardare e, soprattutto essere considerato, dall’intero settore automotive europeo. L’elettronica nelle sue declinazioni (robotica, meccatronica, informatica, ecc), così come i settori alimentare e tessile, hanno in Piemonte realtà di eccellenza.<br />
<strong>La mancanza di interlocutori politici ha determinato una grave situazione di solitudine delle imprese</strong>; imprenditori, impiegati, tecnici e operai non sono in lite tra di loro ma anzi sono spesso solidali e vivono compatti il disagio di non essere ascoltati. Non è però comprensibile, né accettabile, che i parti importanti del sistema economico piemontese non abbiano rapporti con l’intero centrodestra piemontese.<br />
Tre sono gli argomenti di dialogo con gli imprenditori e le loro aziende che una forza di Governo può e deve introdurre:</p>
<ul class="ulArticoli">
<li><strong>Formazione professionale </strong>- Importante e strategico il ruolo della formazione professionale (il Piemonte utilizza circa il 25% dei fondi nazionali destinati alla formazione professionale).</li>
<li><strong>Grandi infrastrutture </strong>- Tutto il mondo industriale (e non solo) aspetta con impazienza la realizzazione delle oramai note grandi opere internazionali. L’inserimento del Piemonte sul corridoio 5 Lisbona-Kiev è strategico per il futuro industriale e produttivo della regione.<br />
Pochi considerano però la maggiore importanza che rivestirebbe la realizzazione del cosiddetto terzo valico, ossia il collegamento diretto con il porto di Genova e il tratto piemontese di TAV. Ciò determinerebbe una reale situazione di interscambio tra la viabilità marittima e terrestre proprio nella zona piemontese dell’alessandrino.</li>
<li><strong>Integrazione e dialogo con la Lombardia</strong> &#8211; Risulta del tutto evidente che il processo di integrazione tra Piemonte e Lombardia è già in atto indipendentemente dalle scelte politiche dei Governi regionali. Tale processo deve essere però pilotato e condiviso per realizzare quelle sinergie che le economie delle due regioni possono realizzare. È evidente il ruolo “europeo” e commerciale di Milano e non deve sfuggire la grande potenzialità della macroarea determinabile sull’asse Torino-Milano estendibile a Bergamo e Brescia.</li>
</ul>
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		<title>Raccolta differenziata</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 12:48:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è positivamente concluso ed è ormai entrato a regime a Rivarolo il sistema integrato della raccolta porta a porta dei rifiuti. Ad esclusione di poche isole ecologiche collocate e decorosamente sistemate nei pressi del centro storico, tutti i cittadini possono  effettuare la raccolta differenziata direttamente presso la propria abitazione.
Il contestuale passaggio dalla vecchia tassa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è positivamente concluso ed è ormai entrato a regime a Rivarolo il sistema integrato della raccolta porta a porta dei rifiuti. Ad esclusione di poche isole ecologiche collocate e decorosamente sistemate nei pressi del centro storico, tutti i cittadini possono  effettuare la raccolta differenziata direttamente presso la propria abitazione.<span id="more-75"></span></p>
<p>Il contestuale passaggio dalla vecchia tassa rifiuti alla nuova tariffa rende Rivarolo uno dei primi comuni della Provincia di Torino ad aver adottato le nuove disposizioni in materia di raccolta rifiuti. Tale sistema porterà, in futuro, ad un duplice vantaggio: si pagherà per lo smaltimento proporzionalmente a quanto effettivamente prodotto; si potrà, tutti insieme, fare qualcosa di concreto per tutelare l’ambiente ed il territorio in cui viviamo.﻿</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ripensando alle politiche di assistenza</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 18:26:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tema assai delicato per le ovvie ragioni di equilibrio di bilancio. Il sistema di contributo agli affitti erogato attraverso i comuni, determina cifre troppo spesso inadeguate alle reali esigenze della popolazione. Lo stesso meccanismo dell’ISEE non fotografa i bisogni immediati, ma si riconduce alle condizioni dell’anno precedente. Troppo squilibrato risulta inoltre l’utilizzo dello strumento da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tema assai delicato per le ovvie ragioni di equilibrio di bilancio. Il sistema di contributo agli affitti erogato attraverso i comuni, determina cifre troppo spesso inadeguate alle reali esigenze della popolazione. Lo stesso meccanismo dell’ISEE non fotografa i bisogni immediati, ma si riconduce alle condizioni dell’anno precedente. Troppo squilibrato risulta inoltre l’utilizzo dello strumento da parte degli stranieri rispetto agli Italiani. Il sistema obbliga nei fatti i comuni ad integrare quote sempre più cospicue. Forse una rideterminazione dei parametri a favore delle giovani coppie porterebbe ad un più equo restringimento del campo d’azione.<span id="more-40"></span><br />
L’avvio dei piani di zona coinvolge il territorio attraverso i consorzi di assistenza intercomunali, con il solo difetto di essere un po’ troppo rigidi ed articolati secondo le esigenze degli operatori del settore più che degli utenti.<br />
In nessuno di essi si parla di associazionismo famigliare, strumento di alta rilevanza normato solamente in Lombardia. Nel complesso il sistema attuale non è da gettare via, ma da migliorare. L’elemento di novità potrebbe essere quello di cambiare l’orientamento delle politiche di assistenza verso situazioni completamente nuove: ad esempio non sarebbe opportuno sostenere le iniziative di giovani laureandi che si avviano all’esercizio di attività professionale?<br />
Non sarebbe utile accantonare somme progressive per tutti gli studenti delle superiori, proporzionate ai risultati scolastici e rendergliele disponibili sotto forma di prestito d’onore per l’avvio di nuove attività al termine del ciclo di studi secondari oppure per mantenersi gli studi universitari?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Made in Rivarolo</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 13:16:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per tutelare la storia, le tradizioni ed il patrimonio culturale comunale l&#8217;amministrazione di Fabrizio Bertot ha istituito il marchio di denominazione comunale d’origine “De.C.O.”
In particolare l’istituzione di questo marchio è diretta a individuare l’esistenza di originali e tipici prodotti locali e i loro tradizionali processi di lavorazione e/o confezione che siano meritevoli di evidenza pubblica; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutelare la storia, le tradizioni ed il patrimonio culturale comunale l&#8217;amministrazione di Fabrizio Bertot ha istituito il marchio di denominazione comunale d’origine “De.C.O.”<span id="more-83"></span></p>
<p>In particolare l’istituzione di questo marchio è diretta a individuare l’esistenza di originali e tipici prodotti locali e i loro tradizionali processi di lavorazione e/o confezione che siano meritevoli di evidenza pubblica; conservare nel tempo i prodotti che si identificano con gli usi e che fanno parte della cultura popolare locale; considerare la produzione tipica locale come bene culturale che può contribuire a connotare il territorio  e permettere la conservazione del prodotto stesso.<br />
Con l’istituzione della De.C.O. non si riconosce al prodotto un marchio di qualità bensì l’origine , il “made in Rivarolo Canavese” dei prodotti e il loro legame storico e culturale con il territorio. A ciò si aggiunga che la valorizzazione dei prodotti locali, anche nelle piccole produzioni, può contribuire alla crescita economica di un territorio: se ben coniugata con strategie di promozione può diventare  elemento catalizzatore per un turismo sempre più interessato  alla riscoperta di ambienti e produzioni tipiche.<br />
Il “made in Rivarolo” continua il percorso, veloce verso il traguardo: sono sempre più numerosi i produttori che hanno scelto di certificare l&#8217;origine rivarolese per i loro prodotti. Carni, pane, latte, dolciumi, cereali, salumi sono alcuni dei prodotti che possiamo dire, &#8216;tipici di Rivarolo&#8217;.</p>
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		<title>Misurare la soddisfazione dei cittadini</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 09:12:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La produzione di servizi di qualità, che soddisfino i bisogni e le aspettative dei cittadini rappresenta una condizione fondamentale per lo sviluppo socio-economico del territorio.
Durante il secondo mandato come sindaco della città di Rivarolo Canavese, Fabrizio Bertot, anticipando di due anni ciò che oggi è diventato obbligatorio per gli enti locali secondo la L. 244 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La produzione di servizi di qualità, che soddisfino i bisogni e le aspettative dei cittadini rappresenta una condizione fondamentale per lo sviluppo socio-economico del territorio.</p>
<p>Durante il secondo mandato come sindaco della città di Rivarolo Canavese, Fabrizio Bertot, anticipando di due anni ciò che oggi è diventato obbligatorio per gli enti locali <span id="more-63"></span>secondo la L. 244 del 24/12/2007, ha inoltrato a tutte le famiglie residenti il modulo di soddisfazione relativo ai servizi pubblici.</p>
<p>Gli elementi di criticità rilevati sono stati oggetto di attente valutazioni nel programmare l’attività amministrativa, avviando un dialogo costruttivo con i cittadini senza venir meno alle responsabilità di governo della città da parte dell’amministrazione.</p>
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		<title>La &#8216;rivoluzione culturale&#8217; del pensiero urbanistico</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 14:12:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[pianificazione territoriale]]></category>
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		<description><![CDATA[Per dare efficienza al governo del territorio regionale occorrerebbe una nuova legge urbanistica e una riorganizzazione burocratica ma tali interventi non possono essere affrontati soltanto sul piano della gestione amministrativa e presuppongono una autentica rivoluzione culturale del “pensiero” urbanistico e dell’establishment che attualmente lo elabora e lo impone.  
Per quasi quarant’anni la disciplina urbanistica e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per dare efficienza al governo del territorio regionale occorrerebbe una nuova legge urbanistica e una riorganizzazione burocratica ma tali interventi non possono essere affrontati soltanto sul piano della gestione amministrativa e presuppongono una autentica rivoluzione culturale del “pensiero” urbanistico e dell’establishment che attualmente lo elabora e lo impone.  <span id="more-52"></span></p>
<p>Per quasi quarant’anni la disciplina urbanistica e la pianificazione del territorio piemontese sono state esclusivo appannaggio di professori universitari, funzionari regionali ed esponenti di associazioni ambientaliste, tutti portatori di dogmatiche teorie da contrapporre con disprezzo alle proposte concrete e quasi sempre ragionevoli di sindaci, imprenditori e professionisti.  Neppure nel decennio (1995-2005) di governo del centrodestra è stato possibile arginare i condizionamenti culturali e decisionali esercitati da questa intellighenzia:  tutti i disegni di legge più libertari promossi dalla maggioranza sono stati oggetto di campagne denigratorie e demagogiche e sono giunti all’approvazione ormai sterilizzati da qualsiasi fermento innovativo.<br />
Bisogna quindi prima di tutto ridimensionare alle giuste proporzioni l’egemonia degli attuali “maestri di vita” contemperandola con l’indispensabile e benefico contributo di persone che hanno maturato nel campo dell’Amministrazione, dell’Impresa e della Professione un rapporto concreto e consapevole con il territorio, imparando a conoscerne l’essenza più profonda, che non è fatta solo di assunti filosofici, ma di tante, complesse realtà, esigenze e opportunità.<br />
La concertazione tra Amministrazione pubblica e attuatori privati, ovviamente condotta secondo la massima trasparenza e competitività, deve diventare la regola per un governo del territorio equo e condiviso, finalizzato a rendere più vivibili, efficienti, attrattive e ricche le nostre città e la nostra Regione.<br />
Nell’arco del loro mandato i sindaci non possono stare ad aspettare inermi l’approvazione del Piano Regolatore, ma devono potersi rimboccare subito le maniche per progettare e attuare il loro programma di lavoro, facendo sì che la pianificazione urbanistica assolva pienamente al suo ruolo propulsivo dello sviluppo, si traduca in realizzazioni concrete e non rimanga un “libro dei sogni”, ma soprattutto sia in grado di conseguire l’interesse pubblico attraverso un’efficiente promozione e regolamentazione dell’iniziativa privata, piuttosto che deprimere l’uno e l’altra sotto il gravame di vincoli immutabili e fini a se stessi:  dopo cinque anni saranno comunque i cittadini a giudicare, e il voto della Signora Maria conterà come quello del professore, del funzionario e del militante ambientalista.</p>
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