Governo del Territorio Politiche Sociali Sviluppo Economico
Comunicati stampa Rassegna stampa News
Foto Video
Home » Blog » La ‘rivoluzione culturale’ del pensiero urbanistico

La ‘rivoluzione culturale’ del pensiero urbanistico

Scritto il 8 maggio 2010

Per dare efficienza al governo del territorio regionale occorrerebbe una nuova legge urbanistica e una riorganizzazione burocratica ma tali interventi non possono essere affrontati soltanto sul piano della gestione amministrativa e presuppongono una autentica rivoluzione culturale del “pensiero” urbanistico e dell’establishment che attualmente lo elabora e lo impone. 

Per quasi quarant’anni la disciplina urbanistica e la pianificazione del territorio piemontese sono state esclusivo appannaggio di professori universitari, funzionari regionali ed esponenti di associazioni ambientaliste, tutti portatori di dogmatiche teorie da contrapporre con disprezzo alle proposte concrete e quasi sempre ragionevoli di sindaci, imprenditori e professionisti.  Neppure nel decennio (1995-2005) di governo del centrodestra è stato possibile arginare i condizionamenti culturali e decisionali esercitati da questa intellighenzia:  tutti i disegni di legge più libertari promossi dalla maggioranza sono stati oggetto di campagne denigratorie e demagogiche e sono giunti all’approvazione ormai sterilizzati da qualsiasi fermento innovativo.
Bisogna quindi prima di tutto ridimensionare alle giuste proporzioni l’egemonia degli attuali “maestri di vita” contemperandola con l’indispensabile e benefico contributo di persone che hanno maturato nel campo dell’Amministrazione, dell’Impresa e della Professione un rapporto concreto e consapevole con il territorio, imparando a conoscerne l’essenza più profonda, che non è fatta solo di assunti filosofici, ma di tante, complesse realtà, esigenze e opportunità.
La concertazione tra Amministrazione pubblica e attuatori privati, ovviamente condotta secondo la massima trasparenza e competitività, deve diventare la regola per un governo del territorio equo e condiviso, finalizzato a rendere più vivibili, efficienti, attrattive e ricche le nostre città e la nostra Regione.
Nell’arco del loro mandato i sindaci non possono stare ad aspettare inermi l’approvazione del Piano Regolatore, ma devono potersi rimboccare subito le maniche per progettare e attuare il loro programma di lavoro, facendo sì che la pianificazione urbanistica assolva pienamente al suo ruolo propulsivo dello sviluppo, si traduca in realizzazioni concrete e non rimanga un “libro dei sogni”, ma soprattutto sia in grado di conseguire l’interesse pubblico attraverso un’efficiente promozione e regolamentazione dell’iniziativa privata, piuttosto che deprimere l’uno e l’altra sotto il gravame di vincoli immutabili e fini a se stessi:  dopo cinque anni saranno comunque i cittadini a giudicare, e il voto della Signora Maria conterà come quello del professore, del funzionario e del militante ambientalista.

Scrivi un commento

ENTRA | Sei un nuovo utente? Registrati per lasciare un commento.

Agenda
»«settembre 2010
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930EC
Sondaggio

Quali provvidimenti 'anticrisi' ritenete più efficaci?

Risultati

Loading ... Loading ...
Archivio Sondaggi
Login
registrati

Recupera password

Newsletter
Governo del Territorio Politiche Sociali Sviluppo Economico
Comunicati stampa Rassegna stampa News
Foto Video