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Il motore dell’economia piemontese è legato da sempre alla produzione. Siamo alla terza generazione di produttori soprattutto industriali e dobbiamo prepararci a crescere la quarta.
Gran parte della produzione industriale è connessa alla meccanica e all’automotive, pur nelle diversificazioni dei clienti che hanno permesso a molti di slegarsi, almeno in parte, da un rapporto diretto con la tradizionale e sempre prevalente azienda Fiat.
Tema assai delicato per le ovvie ragioni di equilibrio di bilancio. Il sistema di contributo agli affitti erogato attraverso i comuni, determina cifre troppo spesso inadeguate alle reali esigenze della popolazione. Lo stesso meccanismo dell’ISEE non fotografa i bisogni immediati, ma si riconduce alle condizioni dell’anno precedente. Troppo squilibrato risulta inoltre l’utilizzo dello strumento da parte degli stranieri rispetto agli Italiani. Il sistema obbliga nei fatti i comuni ad integrare quote sempre più cospicue. Forse una rideterminazione dei parametri a favore delle giovani coppie porterebbe ad un più equo restringimento del campo d’azione.
Per dare efficienza al governo del territorio regionale occorrerebbe una nuova legge urbanistica e una riorganizzazione burocratica ma tali interventi non possono essere affrontati soltanto sul piano della gestione amministrativa e presuppongono una autentica rivoluzione culturale del “pensiero” urbanistico e dell’establishment che attualmente lo elabora e lo impone.





