reddito di cittadinanza

Perché il reddito di cittadinanza nasce con numerose problematiche

Ha destato parecchio scalpore il video, pubblicato su Facebook, nel quale, con Augusta Montaruli e Maurizio Marrone, parliamo con alcuni Rom in un campo nomadi. Sono questi alcuni tra coloro che saranno a breve pronti a richiedere il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle. È una misura che nasce sotto cattivi presagi: ne beneficeranno i Rom, i parassiti del sistema, coloro che non intendono cercare alcuna occupazione e anzi preferiscono “lavorare in nero” per non perdere l’assistenzialismo. Premierà gli estorsori dei parcheggi abusivi, i lavavetri ai semafori; per superare l’incostituzionalità, spetterà anche agli extracomunitari regolari con residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa. Verrà richiesto a gran voce tra coloro che non studiano e non cercano lavoro, che in Italia sono rappresentati da un numero tra i più rilevanti d’Europa, specie tra i giovanissimi. A differenza di altri Paesi dell’Unione Europea, in Italia una misura del genere potrebbe causare problemi rilevanti: a differenza, ad esempio, di Germania e Polonia, non c’è quella grande richiesta di manodopera, quindi le tre offerte di lavoro, previste dal decreto, potrebbero slittare su un arco di almeno tre o quattro anni, gravando in maniera pesantissima sulle casse dello Stato. I beneficiari saranno incentivati a lavorare in nero, pur di mantenere il sussidio. Dunque, è una misura che nasce sotto cattivi presagi, e non è accompagnata da alcuna misura che favorisce le imprese, lo sviluppo, la ricerca, la creazione di nuovi posti di lavoro. Non premia in alcun modo chi ha voglia di lavorare, di crescere, di far diventare grande il nostro Paese. E a pagare, ovviamente, saranno come sempre i contribuenti onesti.    

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