europa e italia facciamo chiarezza

Facciamo chiarezza, vi aspetto il prossimo 26 febbraio!

La chiarezza è importantissima, in politica come nella vita, e sono stato, da sempre, abituato a lavorare nella chiarezza e nell’onestà. È sempre un piacere trovare il vostro sostegno, negli incontri più recenti, e il notare vostro interesse ad ascoltare e commentare le idee e le opinioni per poter realizzare un’Italia, un’Europa migliori di quelle attuali. Fratelli d’Italia è il partito della destra che non si allea con alcuna delle forze di sinistra, coerente ed in grado di rappresentare l’Italia dei moderati, dei conservatori, di chi lavora e vuole vivere serenamente con la propria famiglia, assicurando ai propri figli un futuro migliore di questo difficile presente. Fratelli d’Italia non andrà mai a governare con PD o Cinquestelle, che hanno manifestato la propria inattendibilità, l’incapacità di lavorare per la crescita economica del Paese, la mancanza di efficaci relazioni internazionali. Chi in passato votava Alleanza Nazionale, oggi non trova nella Lega una vera identità politica. Siamo qui per convincere tutti che oggi la destra siamo noi, che Salvini, nonostante il suo innegabile valore politico, è oggi ostaggio dei 5stelle. C’è più che mai bisogno di parlare di politica ed economia, di fare lavoro di squadra per “liberare” Salvini da questo Governo che mostra evidenti segni di cedimento. La soluzione siamo noi di Fratelli d’Italia, uniti per ridare al Paese un movimento di destra concreto e coerente.
Quando ero sindaco di Rivarolo, la città era considerata da molti come la Capitale del Canavese, perché con il mio lavoro ho dato il massimo per trasformare, in meglio, il posto che amo. Chiedo allora ai cittadini di sostenermi, di aiutarmi ad affrontare una nuova esperienza politica, che possa aiutarmi a portare avanti i valori in cui credo. Proprio qui nel Canavese vedo tante aziende in difficoltà, tante persone disoccupate ed inoccupate che aspettano solo un concreto intervento che dia una vocazione economica al nostro territorio. Le idee dei grillini non portano lavoro, e ci costringono ad affrontare un inutile braccio di ferro con l’Europa. Noi, invece, vogliamo adottare un modello diverso: l’attenzione che riponiamo anche nei comuni più piccoli e quella di una “grande famiglia”, che condivide le battaglie e le preoccupazioni, ma anche le gioie che ne conseguono. La mia candidatura alle prossime elezioni europee in primavera, con Fratelli d’Italia, è ufficiale, e c’è anche chi aspetta che riveli se sarò anche uno dei candidati a Sindaco. Nel mio prossimo incontro, con voi cittadini, vi darò tutte le risposte che volete. Voglio rivelarlo davanti a voi, con un confronto onesto e leale come ho sempre amato fare. E allora Vi aspetto numerosi martedì 28 Febbraio, alle ore 20:30, presso l’Hotel Rivarolo, di Corso Indipendenza 76.
evento Bertot

Vi aspetto Lunedì 25 febbraio, per parlare di Europa

Un interessante evento per il prossimo 25 febbraio, deciso per commentare e far conoscere alcuni tra i più importanti avvenimenti europei che si sono susseguite in questi ultimi anni, e di come questi abbiano  esercitato la propria influenza a livello nazionale ed internazionale. Un punto di partenza, per poter sapere chi siamo e dove stiamo andando. E, soprattutto, per gettare le basi per poter creare un’Europa migliore, per noi e per i nostri figli. Le esperienze maturate a livello internazionale (sono stato deputato europeo per Forza Italia ed osservatore internazionale, con diverse esperienze nei Paesi dell’est europeo), mi hanno dato la possibilità di esplorare punti di vista assolutamente inediti per l’Italia. In “Ucraina, La guerra Geopolica tra Stati Uniti e Russia”,  del quale sono co-autore (l’opera è stata scritta a quattro mani con il grandissimo Antonio Parisi, vero esperto di storia e politica italiana ed internazionale), ho voluto approfondire una delle situazioni più controverse tra i rapporti politici europei e quello dei principali partner internazionali, vale a dire Usa e Russia. Non vuole essere un mero elenco di eventi che si sono susseguiti nel tempo, ma piuttosto emergono degli aspetti che quasi nessuno ha mai considerato: l’Unione Europea è infatti una delle cause che ha acuito il conflitto su questa terra di frontiera tra Europa occidentale e Federazione russa. Pertanto, l’UE non fa niente per farlo cessare e, anche il programma “Eastern Partnership” che aveva tentato di estendere, attraverso un patto di cooperazione, è stata la causa che ha determinato le gelosie da parte della Russia. L’economia italiana soffre: nessuno conosce però in maniera approfondita il conto che sta pagando l’Italia per la vicenda delle Sanzioni alla Russia, adottate anche per la destabilizzazione dell’Ucraina. Si sono avute pesanti ricadute, che hanno interrotto i tanti collegamenti economici con questo Paese, causando danni al settore turistico, al lusso, al settore meccanico ed agroalimentare. Troppo spesso le istituzioni non collaborano con le aziende in maniera adeguata, e a pagare il conto, purtroppo, sono le imprese nostrane, anche quelle più sane, la cui mancanza stabilità mette a rischio migliaia di posti di lavoro. Altro tema da discutere, quello della sovranità popolare, che è spesso una vera chimera anche in Paesi dove dovrebbe essere ormai consolidata: l’Ucraina vive una situazione estremamente controversa, con una corrente filoeuropea ed una basata sull’orgoglio nazionale della Russia della politica di Putin. Va affrontato, in tal senso, anche il ruolo del magnate Soros. Soros e il suo network costituiscono un polo di grandi artefici della situazione socio-politica di tutto il mondo: nei dossier trapelati qualche anno fa si è parlato di come Soros abbia influenzato le elezioni europee del 2014 e di come abbia elargito finanziamenti ad associazioni non governativi di tutto il mondo, anche in Italia. Il magnate sponsorizza il partito democratico di Ilary Clinton, e centinaia di uomini politici praticamente ovunque. È a causa di Soros che gli Stati Uniti vengono spesso considerati come una sanguisuga e non un vero faro di libertà e democrazia. Le lettere di Soros, speculatore multimilionario, inviate al Presidente Ucraino, saranno argomento di interessante approfondimento: si tratta infatti di tre interessanti documenti che aiutano a farci capire chi tiene le fila della strategia occidentalista a Kiev. Una prima epistola, risalente al mese di dicembre 2014, è indirizzata a Poroshenko e al Primo Ministro Yatsenyuk. Nella lettera al Presidente dell’Ucraina, Soros racconta delle pressioni da lui fatte sull’Unione Europea (Juncker e Tusk) e sul Fmi (Lagarde) per concedere ulteriori aiuti all’Ucraina “che ha bisogno di un pacchetto finanziario più grande dei 15 miliardi di dollari attualmente previsto per mantenere il tenore di vita a un livello tollerabile”. Un secondo documento, risalente al mese di marzo 2015, quando il famoso finanziere e filantropo espressione della tecnocrazia illuminata, delinea la “strategia globale a breve e medio termine”. Lo scenario dipinto è delirante: se l’Ucraina crolla, Putin diventerebbe un pericolo per l’intera Europa. Per questo, è importante aiutare la “nuova Ucraina” attraverso una doppia strategia: militare (in carico agli Stati Uniti) ed economica (in carico all’Europa). C’è anche una terza lettera, inerente una vera e propria analisi militare. Il libro analizza anche il fatto, pressoché scandaloso, dei tre cittadini americani e georgiani che sono diventati ministri del Governo ucraino, assumendo la cittadinanza ancora prima di essere nominati. E, infine, una curiosità riguardante il fatto che la canzone “O Sole mio” è stata scritta proprio in Ucraina. Vi aspetto il prossimo lunedì 25 febbraio alle 19:00 a Ivrea, nei locali de “L’aquila nera” di Tony Cuomo in Corso C. Nigra 5. Accorrete numerosi.
in europa

Scendere in campo per un’Europa che possa rappresentarci

Ho ufficializzato la mia candidatura alle prossime elezioni europee, previste il prossimo mese di maggio. Sarà un’esperienza avvincente, nella quale ho deciso di riporre tutte le mie energie per poter degnamente rappresentare la nostra nazione a Bruxelles. In passato sono stato sindaco di Rivarolo Canavese, ove ho potuto dedicarmi alla politica per il bene del mio paese. Ed è proprio da qui che ho deciso di ripartire, per poter cambiare questa Europa che fa tanto discutere. Le mie esperienze internazionali hanno aiutato a maturare il mio bagaglio politico e culturale: sono stato deputato europeo e osservatore internazionale nelle recenti elezioni in Russia, e in altri Paesi dell’est europeo. Ho avuto modo di conoscere e rappresentare tante situazioni drammatiche dei luoghi che ho visitato, conoscendo realtà spesso poco pubblicizzate dai media. Sono stato co-autore del libroUcraina, la guerra geopolitica tra Stati Uniti e Russia”, nel quale rappresento come la questione ucraina nasconda interessi rilevanti per la politica geopolitica internazionale, con una tensione che sembra quasi voler sfociare in un vero e proprio conflitto internazionale. L’attuale situazione politica italiana merita grande attenzione: Salvini e la Lega sono stati costretti a scendere a compromessi con i grillini, che hanno attuato una politica poco significativa, inesperta e prettamente distruttiva, con prese di posizione poco chiare (Francia, Venezuela, Caso Diciotti). Si sono rivelati incapaci di opporsi ai vistosi problemi economici che stanno minando l’economia nazionale. La mancanza di una politica efficace sta impoverendo ed azzerando il ceto medio e le PMI che, sparse nel territorio, costituiscono il cuore dell’economia nazionale. La questione del latte esplosa in Sardegna ha dimostrato come le lobby europee e la globalizzazione incontrollata stiano schiacciando non solo la nostra economia ma perfino le nostre tradizioni. I consumatori italiani vanno oltremodo tutelati. In primis, nella scelta dei prodotti alimentari, nella loro tracciabilità e soprattutto nella tutela delle nostre produzioni. Il made in Italy è sinonimo di qualità e costituisce il marchio d’origine tra i più famosi al mondo, costituendo un vanto per la nazione. Il nostro agroalimentare va difeso ed oltremodo tutelato: lo dobbiamo non soltanto per i milioni di consumatori che ogni giorno acquistano nei supermercati, ma anche per difendere l’export del Paese, parte importantissima della nostra economia. In Italia e in Europa c’è dunque bisogno di aria nuova: con Fratelli d’Italia, pronti ad abbandonare le illogiche contraddizioni della politica italiana e a creare un’Europa più sana e più vicina alle famiglie italiane. Fratelli d’Italia è riuscito ad aggregare le energie dei vari movimenti conservatori e liberarli, costruendo un nuovo centrodestra che possa rappresentare degnamente la volontà degli elettori. La vittoria in Abruzzo ha dimostrato che gli italiani, traditi dai capricci del governo, hanno compreso la nostra missione politica e ci stanno dando fiducia. L’Europa può essere fatta solo partendo dal centrodestra. Come disse Almirante “La destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è nazione o non è, così vi dico adesso, la destra o è Europa o non è. E vi dico qualcosa di più: l’Europa o va a destra o non si fa” Con Fratelli d’Italia, per una Europa migliore.
Italia in recessione

L’economia è malata, ed ha bisogno di una politica sana

L’economia italiana è malata. Lo indicano le statistiche, che con molta franchezza, riportano un misero 0,2% nelle Previsioni economiche d’Inverno della Commissione Europea. È proprio l’UE a bocciare l’Italia, tagliando di fatto le proiezioni di crescita del Pil e mettendo sotto esame l’operato del governo. Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha dichiarato che “quello di cui l’Italia ha bisogno sono riforme strutturali profonde e un’azione decisiva per ridurre il livello di debito pubblico, oggi troppo elevato. In altre parole, politiche responsabili che sostengano la stabilità, la fiducia e gli investimenti”. Dunque, va rivista la politica del governo, che con reddito di cittadinanza e quota 100 non propone alcuno strumento utile per poter favorire la crescita economica, migliorare le condizioni delle imprese sul territorio, creare nuovi posti di lavoro. La manovra “assistenzialista” si sta rivelando come un vero e proprio suicidio economico.      No, il 2019 non sarà un anno bellissimo, come aveva incautamente proferito il Premier Conte. La Commissione Europea non può convincersi sulle idee economiche del governo gialloverde, in primis perché quest’ultimo non rispetta le regole.  I tanti momenti di tensione con l’UE (manovra economica, Tav, migranti, Venezuela e Francia) allontanano l’Italia dal palcoscenico internazionale per mancanza di attendibilità. Le divergenze interne tra Lega e M5S rendono le soluzioni politiche insufficienti a garantire la stabilità del Paese e a darne credibilità internazionale. E quali idee ha proposto il governo per la lotta all’evasione? La misura ridicola della fattura elettronica non ha fatto altro che creare soltanto confusione, innescando ancor più caos nel complesso sistema fiscale italiano. La fattura elettronica ha già messo in ginocchio la categoria dei benzinai, che non possono sopportare un nuovo costo, e sta creando danni sempre più ingenti. Molti hanno preferito chiudere i battenti e non adeguarsi, mentre altri hanno deciso di passare all’azione con scioperi e negoziati. L’immaturità politica viene evidenziata anche nei difficili rapporti con le istituzioni: il presidente di Confindustria Boccia ha evidenziato come il brutto clima presente rende troppo complicato il dialogo: «Noi non critichiamo il reddito di cittadinanza perché siamo contrari ad aiutare i poveri, ma facciamo delle osservazioni di merito. Diciamo che non è con i navigator, a loro volta precari, che si creano i posti di lavoro, ma con lo sviluppo. E diciamo pure che 780 euro al mese di reddito in molti casi scoraggiano le persone dal cercare lavoro. Allora ci attaccano e ci insultano, dicendo che i salari sono troppo bassi. Ma lo sanno che sul netto che va al lavoratore si aggiunge il 120% di tasse e contributi? Insomma, serve un confronto vero, nel merito delle questioni, non a colpi di tweet. Il governo, invece di etichettare come buoni quelli che gli danno ragione e cattivi quelli che lo criticano, dovrebbe per esempio chiedersi perché i sindacati scendono in piazza e con loro anche gli imprenditori preoccupati per il blocco dei cantieri». Nel clima di profondo disappunto, cosa fa il governo? Sicuramente non molla, e prosegue sulla propria strada proprio come il Titanic davanti all’ ultimo iceberg. Il Premier Conte ha rilanciato, indicando il 2019 come “l’anno del riscatto per l’Italia”. Se, come è facile ipotizzare, la crescita registrerà un segno negativo, danneggiando consumi ed investimenti, l’intero progetto del governo sarà ufficialmente un fallimento.
Marco Marsilio

Fratelli d’Italia vince le elezioni in Abruzzo

La vittoria di Fratelli d’Italia in Abruzzo può essere considerata storica: la crescita significativa del partito testimonia il fatto che ci si sta muovendo nella giusta direzione, e che la gente sta comprendendo, giorno dopo giorno, l’importanza e la passione che contraddistingue il nostro lavoro. Per Fratelli d’Italia è un successone, se consideriamo che è di fatto l’unico partito a crescere, assieme al partito di Salvini. Marco Marsilio è dunque il primo governatore di Fratelli d’Italia, e la Meloni evidenzia come la il trend in positivo nei voti sia stata ufficializzato sia in percentuale che nei valori assoluti. Il buon risultato del voto in Abruzzo è frutto, in primis, della serietà: non tutti, in passato, hanno apprezzato la posizione di Fratelli d’Italia nei confronti del governo gialloverde, ma ora molti hanno finalmente compreso la la nostra identità politica, che differisce sia dai grillini che dalla Lega. Dalle elezioni in Abruzzo escono con le ossa rotte il centrosinistra (ma per questo non c’è da meravigliarsi) e il Movimento Cinque Stelle, che oggi se la prendono con i propri elettori ed evitano plateali autocritiche. Di Battista ha ammesso la sconfitta, anche se la tendenza dei pentastellati è sicuramente quella di minimizzare il risultato. Dopo Friuli e Molise, anche i risultati elettorali dell’Abruzzo evidenziano ancora una volta la compattezza del centrodestra italiano, rendendo sempre più inappropriata la permanenza del M5S nel governo del Paese. Il voto non testimonia alcun cambio di opinione: il centrodestra italiano aveva già vinto le elezioni del 4 marzo, ma nelle difficoltà di creare un Governo, Forza Italia aveva ceduto il posto alla Lega con un clamoroso passaggio di consegne. Nonostante la crescita della Lega, Salvini oggi si trova oggi in condizioni di maggioranza relativa e non assoluta: per governare, ha bisogno di alleati forti, stabili, con le idee chiare. Ecco perché i grillini al Governo stanno soffrendo e rischiano clamorosamente di capitolare. I rapporti della Meloni con Forza Italia sono ottimi, così come quelli con Salvini, che deve convincersi che quelli con Fratelli d’Italia è la giusta alleanza per poter governare serenamente. Tutte le difficoltà e le negligenze del M5S stanno indebolendo la posizione del Governo ed il prestigio internazionale, azzerando ogni possibile misura per la crescita socio-economica del nostro Paese. E questo, con Fratelli d’Italia, non sarebbe mai potuto accadere.
Di Maio Conte

La politica e i dilettanti allo sbaraglio

Oggi la politica italiana deve poter dare risposte concrete ed immediate ai grandi problemi della nostra nazione, riproiettandola nell’Europa dei grandi. Purtroppo, però, l’attuale esecutivo non perde occasione di mostrarsi inadeguato e, a tratti, imbarazzante. A livello internazionale, i grillini non hanno perso alcuna occasione per mostrarsi di disaccordo sui temi più disparati, (immigrazione, caso Acquarius). Sulla posizione per la Tav, è assolutamente irreale proporre un’analisi costi benefici che mostri danni per 7 miliardi e benefici per uno soltanto: significa volersi prendere gioco degli italiani. In merito alla questione Venezuela, il M5S ha sostenuto Maduro, per poi ritrovarsi in uno stato di estrema confusione. Questo Paese deve essere libero di andare al più presto a libere elezioni, guidate da Juan Guaidò. Con la Francia, la politica grillina è stata capace di creare una vera e propria crisi diplomatica, con la sua presa di posizione a favore del movimento dei gilet gialli. Oltre ad essere una nostra “vicina di casa”, il Paese del presidente Macron è membro dell’UE come lo siamo noi, e rappresenta uno dei principali importatori dei prodotti italiani. Dunque, creare situazioni di attrito per motivi che, in fondo, ci riguardano davvero poco si rivela estremamente dannoso e privo di ogni possibile logica. Il Governo italiano non può prendere una posizione ufficialmente favorevole in merito alle proteste violente del movimento francese dei gilet gialli: il ministro dell’interno Francese Cristophe Castagner ha manifestato “indignazione e disgusto” per la serie di brutalità perpetrate a Parigi durante le recenti manifestazioni. Difendere ufficialmente i gilet gialli vorrebbe intendere essere contro Macron e contro il governo francese. Sulla questione francese si sono rivelate inoltre molto poco dignitose le giustificazioni che il premier Conte ha posto ad Angela Merkel, e la lettera di “umili scuse” che il PD ha inviato ambasciatore francese, relativamente al comportamento del governo italiano: il PD deve rappresentare l’Italia, e non può sicuramente schierarsi contro. Le gaffe del vicepremier Di Maio e del suo partito non si fermano qui: in una lettera al quotidiano francese Le Monde, ha infatti riferito[2] della Francia come un Paese dalla “tradizione democratica millenaria” dimenticando che fino al 1789 era una monarchia. I casi eclatanti di gaffe e figuracce non finiscono certo qui: tra i più assurdi, sicuramente quello del ministro delle infrastrutture Toninelli, che soltanto qualche mese fa ha già dato per pronto e trafficato il tunnel del Brennero, quando invece sarà pronto soltanto tra almeno otto anni. Purtroppo non si tratta di refusi o semplici gaffe: dichiarazioni affrettate o imprecise, prive di una logica di Governo, vanno a minare l’azione politica e la credibilità internazionale del Paese. L’ironia sui social, per eventi come questo, non nasconde una evidente incapacità di portare a termine un’efficace azione di Governo, specie nella politica internazionale. L’Associazione Rousseau, presieduta da Davide Casaleggio, incassa 1,2 milioni di euro l’anno come obolo obbligatorio da parte dei parlamentari del Movimento 5 Stelle: tali fondi hanno come fine quello di poter tenere “lezioni di recupero, ripetizioni di economia e corsi accelerati per candidati ed eletti”. Un vero e proprio corso e-learning per politici, fortemente voluto dai grillini, utile a “rimettersi in riga” ed evitare sviste clamorose, che continuano purtroppo a susseguirsi. Purtroppo, quando si eleggono politici immaturi può succedere anche questo: tutti ai corsi di recupero, e sotto con lo studio. Nella speranza comunque che presto gli elettori comprendano l’importanza di scegliere tra candidati politici che una preparazione tale da poter rappresentare degnamente il Paese e lavorare degnamente per il presente ed il futuro degli italiani.
reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza, così non va

Le idee dell’attuale Governo non finiscono mai di stupirci: i recenti litigi per la questione Venezuela, ha messo per l’ennesima volta in risalto i differenti punti di vista di Di Maio e Salvini, incapaci di rendere stabile un esecutivo così da poter lavorare per il bene del Paese. Hanno finito per danneggiare la nostra immagine politica anche agli occhi dei tanti connazionali che vivono in Sud America, e la questione è ancora lungi dall’essere risolta.

Il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, il reddito di cittadinanza, ha finito per creare incertezze e dissensi anche tra coloro che potevano, in qualche modo, sostenerlo. È il caso, ad esempio, dei Sindacati, che richiedono a gran voce modifiche sostanziali al decreto: adottando la scala di equivalenza indicata, si creano infatti pericolose iniquità che colpiscono, in particolar modo, le famiglie più numerose. Inoltre, secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, il provvedimento non toccherà ad un quarto delle famiglie tra le più bisognose. La Caritas, ha lanciato un vero e proprio allarme, in quarto il reddito di cittadinanza escluderà dal beneficio tutto coloro che, senza fissa dimora, si trovano sempre più ai margini della società, evitando di “salvare” tutti coloro che non hanno la residenza in Italia da almeno dieci anni, ma che vivono in una realtà di profondo disagio sociale. La lista dei dissidenti è molto lunga, e sono numerosi enti ed organizzazioni che hanno manifestato ufficialmente le proprie perplessità sui singoli aspetti della misura.

Insomma, un gran caos, se consideriamo che il numero dei richiedenti potrebbe, in un futuro ormai prossimo, aumentare esponenzialmente a causa di nuove domande presentate da tutti coloro che, nel frattempo, hanno perso il posto di lavoro, o preferiscono mantenerlo “in nero” provando a eludere i controlli.

Sicuramente il reddito di cittadinanza non rappresenta la migliore soluzione per combattere l’esclusione fiscale e, a farne le spese, saranno i più bisognosi.

recessione italia

L’Italia in recessione, e il Governo parla di ripresa

Il contradditorio Governo di questa legislatura si dimostra sempre diviso: sulla Tav rischia addirittura di dover restituire all’Europa i contributi già versati, e lo stop degli altri fondi europei, che verranno destinati allo sviluppo di progetti di altre nazioni. La notizia però più pericolosa e denigrante, per noi italiani, è sicuramente quella della recessione. Lo spread tra Btp e Bund è tornato a salire e, soltanto qualche giorno fa, con i dati Istati sul Pil che hanno, di fatto, certificato la recessione tecnica del Paese; la borsa di Milano si è rivelata la peggiore tra le europee chiudendo in rosso una giornata davvero pesante. E’ un momento davvero difficile per l’economia italiana. La notizia davvero preoccupante è però l’estrema leggerezza con la quale il Premier Conte, in maniera quasi irresponsabile, ha affrontando la notizia, dimostrandosi per nulla preoccupato per le notizie del Paese e, al contrario, parlando di ripresa economica. L’incertezza politica e la mancanza di riforme strutturali adeguate pesano come un macigno e creano un ristagno o addirittura un calo dell’attività produttiva. La situazione finanziaria del Paese di dimostra in una condizione di assoluto disordine, e la situazione è addirittura peggiorata rispetto qualche anno fa, con la sinistra al Governo. Le difficoltà economiche e l’incapacità delle istituzioni di porre rimedio o comunque mettere in atto misure adeguate potrebbero far venire a galla i malesseri del Paese, tradito da una politica inesperta ed inadeguata, che pensa più al reddito di cittadinanza o al blocco della Tav e trascura l’applicazione di una nuova ed importante politica economica che possa riportare l’Italia tra le grandi d’Europa e del Mondo. Dobbiamo imparare a difendere il nostro Paese difendendo, in primis, la nostra economia; e possiamo farlo solo con un Governo stabile, che limiti le discussioni e proponga una strategia economica chiara ed efficace.
governo salvini di maio

Il Governo delle contraddizioni quanto potrà ancora resistere?

Il Governo continua ad agire nella più totale incoerenza: i Grillini non sanno più se far processare Savini, oppure salvarlo, contraddicendo la loro tanto agognata onestà e pulizia morale; d’altro canto, il vicepremier della Lega ha già lasciato intendere che, qualora il Movimento 5 Stelle lo spedisca alla sbarra, il Governo è già pronto a chiudere i battenti. Tutto questo avviene mentre l’Istat ha già certificato la recessione del Paese, e all’orizzonte, tra redditi di cittadinanza e simili, non sembrano esserci misure adeguate per favorire crescita e lavoro. Un gran caos, nel cui calderone sono presenti anche sanatorie e regalie che l’attuale esecutivo ha voluto mettere in atto, in totale contraddizione con la tanto agognata lotta all’evasione, indispensabile per la ripresa dei conti del Paese. Il decretone fiscale dello scorso ottobre è per certi aspetti una brutta copia delle sanatorie fiscali della prima e della seconda repubblica, offrendo la possibilità a chi non ha pagato le tasse di regolarizzare la propria posizione senza alcuna sanzione. Le critiche sono piovute dagli moltissimi economisti, i quali hanno sottolineato come ogni sanatoria riesca a rimpinguare le casse dello Stato rapidamente ma hanno il difetto di presentare, a lungo termine, dei costi troppo elevati. Inoltre, sempre per rimanere in tema di contraddizioni, per queste sanatorie i benefici ottenuti sono davvero modesti anche per l’erario e secondo Alessandro Santoro, professore di scienza delle finanze all’Università di Milano Bicocca, la rottamazione-ter potrebbe avere addirittura un effetto negativo sulle entrate del 2018. Oserei definire addirittura scandaloso il condono M5S sulla definizione agevolata dei processi verbali di constatazione della Guardia di Finanza: chi è stato colto in fragrante, magari dopo anni di dure indagini dei militari, può ottenere lo sgravio di tutti i verbali notificati prima del 24 ottobre 2018. Ovviamente, da ogni tipo di condono / sanatoria sono escluse le tasse europee. Perché questa ennesima contraddizione? Perché, in caso contrario, l’Italia avrebbe rischiato nuove sanzioni dall’UE. Il Governo di Forze politiche inadeguate, in questo difficile momento confermano di come l’Italia sia una Repubblica basata sui condoni (ben 67 dal 1900, in tema di tasse e lavoro nero), dove chi non paga e fa il furbo viene in qualche modo perdonato.
Fratelli_d'Italia

Per un nuovo vero centrodestra, in Italia e in Europa

Come ho già avuto modo di ribadire più volte, è mia intenzione proporre la candidatura alle prossime elezioni europee con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, rimettendomi in gioco per il Piemonte, la Lombardia, la Liguria e la Valle d’Aosta. Il centrodestra italiano ha bisogno di un movimento sovranista e conservatore, che può sicuramente allearsi con la Lega, ma deve comunque potersi distinguere. Fratelli d’Italia ha aggregato le energie del centrodestra puntando a far risultato già dalle prossime elezioni europee. Nell’alleanza con il Movimento Cinque Stelle, Salvini è stato costretto troppe volte a scendere a compromessi, in primis nel settore economico-fiscale, non riuscendo a rappresentare pienamente le politiche del centrodestra e gli impegni presi con gli elettori. Fratelli d’Italia si sta proponendo per la costituzione di una nuova forza politica aggregata dove far confluire tutte le energie dei movimenti conservatori e liberali, e Giorgia Meloni è convinta che possa diventare il secondo partito del centrodestra, grazie alle tante adesioni al progetto di questi ultimi tempi. Sono tanti i consensi che riceviamo giornalmente, dalle piccole realtà locali al Parlamento Europeo. E, soprattutto, dagli elettori, stanchi di ricevere soprusi e voltafaccia da una politica che stenta a cambiare veramente le cose, specie in tema di tasse e di lavoro. I sentimenti di contrasto che contraddistinguono la linea di Governo Lega/M5S non possono garantire un Governo stabile e duraturo, in grado di lavorare rispettando gli impegni presi con gli elettori. Dal reddito di cittadinanza alla Tav, ai fatti in Venezuela, o all’immigrazione: sono davvero tanti i momenti in cui il Governo ha rischiato di scricchiolare, mostrando la propria fragilità, proprio in un momento in cui l’Europa ci chiede stabilità e riforme. L’elettorato di centrodestra ci è vicino, e siamo orgogliosi di lavorare per loro. La crescita che sta registrando Fratelli d’Italia, negli ultimi sondaggi, è indice che del fatto che stiamo lavorando bene, costruendo la nostra affermazione sulle nostre idee politiche senza dover attendere passi falsi degli avversari. Dopo Nello Musumeci in Sicilia, ci attendiamo un ottimo risultato nelle regionali in Abruzzo con Marco Marsilio, che potrebbe essere il primo Presidente di Regione iscritto a FdI. Nelle prossime europee, il centrodestra potrebbe essere rappresentato dal binomio FdI – Salvini. Per essere qualcosa in più di una semplice alternativa, Fratelli d’Italia avrà il compito di “scollegare” Salvini dai grillini, riportando il pensiero politico vincente del centrodestra al Governo.