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INPS per la Famiglia, quando le istituzioni offendono gli italiani

Sulla vicenda INPS per la famiglia sono in molti che, prendendo la questione con estrema leggerezza, hanno colto l’occasione di farsi quattro risate prendendo la cosa alla leggera. In realtà, testimonia un fatto davvero grave, che rappresenta ciò che la pubblica amministrazione NON deve offrire al   cittadino. Insulti e scherni non sono così divertenti, se consideriamo che l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale è il principale ente che gestisce il sistema pensionistico pubblico italiano, è collegato a tutti i dipendenti pubblici, privati, gran parte degli autonomi. Milioni di italiani, di ogni ceto e scolarizzazione, hanno ogni giorno la necessità di ottenere informazioni dall’Inps in merito agli argomenti più svariati. L’idea di mettere un social manager, con atteggiamenti da adolescente, alla gestione di un canale social ufficiale di un ente pubblico è oltremodo errata. Non si può utilizzare un canale Facebook, mezzo di comunicazione online ufficiale ed alternativo al portale, a proprio piacimento, evidenziando mancanza di rispetto ai tanti richiedenti. Se pensiamo poi che la maggior pare delle richieste al canale siano legate al reddito di cittadinanza, viene da domandarsi se le istituzioni che ci governano siano davvero in grado di rispondere alle tante esigenze dei richiedenti, che spesso rappresentati da persone di ceto umile che vertono in condizioni critiche e disperate; Oggi, tantissimi si ritrovano intrappolati nella normativa del reddito di cittadinanza caotica e confusionaria, messa in atto dal governo gialloverde solo per promessa elettorale ma incapace di soddisfare le esigenze dei singoli. Le domande pervenute all’Inps non superano il milione, contro i cinque milioni di poveri in Italia stimati dall’Istat e sbandierati dai pentastellati come conseguenza dei governi precedenti. Tra le risposte più eloquenti dei canale Facebook, ricordiamo: «Perché non va sul sito Inps e richiede il Pin che ci vogliono 5 minuti? O è troppo impegnata a farsi i selfie?» o anche Le consigliamo di non scrivere che suo figlio lavora in nero, se fa domanda per il reddito rischia fino a 6 anni di prigione». Non va assolutamente accettata una cosa simile.

#Importante #atuttigliutentiIn linea con quanto previsto dalla netiquette e dalla social media policy della pagina e…

Pubblicato da INPS per la Famiglia su Giovedì 18 aprile 2019
Nonostante la situazione sia stata “ripristinata”, non possiamo dimenticare come una gestione “all’acqua di rose” di un bene pubblico, per l’assistenza e la tutela del cittadino, sia una cosa estremamente seria e difficile da gestire, se non si adotta la dovuta professionalità. D’altro canto, il Governo in carica rappresenta in pieno l’inefficienza nella gestione del pubblico. Lega e 5stelle non perdono occasione, ormai, di lanciarsi pericolose “frecciate”, criticando e chiedendo le dimissioni, a turno, di membri di entrambe le fazioni, come Virginia Raggi, e Armando Siri, dimostrandosi incapaci di affrontare le imminenti elezioni europee in uno schieramento chiaro e ben definito.

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