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In Italia e in Europa un futuro senza 5stelle

Dopo le elezioni regionali in Abruzzo, anche le elezioni regionali in Sardegna stanno evidenziando ancora una volta la volontà degli italiani, con una crescita del centrodestra ed un crollo significativo dei consensi per il Movimento 5 stelle.  Il partito pentastellato è in crisi piena e la situazione diventa ora esplosiva: con la “bastonata” in Sardegna, dovranno essere sicuramente riviste molte cose in ambito strategico ed organizzativo, e sicuramente bisognerà avere il coraggio di prendere atto ed analizzare la sconfitta. Di Maio è riuscito a perdere due elettori su tre, ed ora sono in molti a chiedere la sua testa, anche nel consiglio direttivo del partito. Gli Italiani hanno compreso come il reddito di cittadinanza, pieno di contraddizioni (interesserà solo un quarto delle famiglie più bisognose), sia in realtà un mero specchietto per le allodole, necessario per “rispettare gli impegni presi con gli elettori” ma insostenibile a lungo termine senza un vero piano di sviluppo. L’Europa ci ammonisce e ci ricorda che la nostra situazione economica è estremamente in bilico, ammonendoci di portare a termine riforme e crescita. La politica M5S, al contrario, blocca le grandi opere ed inibisce l’operato degli investitori. Salvini è ostaggio dei pentastellati e il Governo stenta a dare risposte concrete in tema di economia e lavoro, proprio nei settori per i quali il Paese ha più bisogno di interventi strutturali. Le contraddizioni in tema di giustizia, con il salvataggio del Premier Salvini, hanno dato definitivamente il colpo di grazia ed i dubbi sono sorti anche ai fedelissimi: che direzione sta prendendo la politica del Governo? I grillini, da sempre, hanno disatteso le aspettative in tema di elezioni locali: le scorse politiche, nonostante il 32% a livello nazionale, raccolsero soltanto il 27% nel Lazio e il 17% in Lombardia. Oggi, nonostante non smettano di ricordare di essere “vivi e vegeti”, i vertici sono pronti ad esigere presto grossi cambiamenti per un repentino cambiamento di rotta. In attesa di colare a picco, molti hanno già preso le distanze: Davide Casaleggio ha mostrato poca soddisfazione rispetto alle possibilità di ristrutturazione del partito; lo stesso Beppe Grillo ha espresso da tempo malumore sull’operato di Di Maio. Insomma, il Movimento è una vera e propria polveriera, vive nel caos e in questo momento è probabilmente incapace di governare e proporre soluzioni efficaci ai problemi degli italiani, che oggi prendono le distanze da questa politica. Le prossime europee, per le quali sono candidato con il vero e unico partito di Centrodestra – Fratelli d’Italia – potrebbe vedere rinascere le forze politiche di destra per una nuova politica europea e italiana. Fratelli d’Italia si sta rimboccando le maniche per il bene del Paese ed è pronto ad aspirare a rappresentare, con orgoglio, il centrodestra del Paese, risollevandolo dalle critiche mosse dall’UE e riportandolo nei tavoli più importanti della politica internazionale, dove si decidono lo sviluppo e gli investimenti.

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elezioni europee Fabrizio Bertot