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Scuola e Sanità: più libertà ed efficienza nel programma del centro destra

L’importanza della scuola viene ribadita nel programma politico del centro destra per le prossime elezioni, con il quale Berlusconi punta, in primis, al rilancio economico del Paese con la flat tax al 23%. Una scuola di qualità oggi crea dei professionisti che domani saranno in grado di inserirsi nel mondo economico del Paese, creando i presupposti per un solido sviluppo. Le famiglie devono essere libere di poter scegliere il meglio per i propri figli valutando la migliore offerta educativa. Il pubblico ed il privato devono poter viaggiare su binari paralleli, con appositi incentivi per la competizione tra le stesse. Le “anomalie e le storture” del Buono scuola dovranno essere abolite. Viene ribadita la centralità, nel processo formativo dello studente, del rapporto tra l’insegnante e l’allievo; i docenti più in gamba verranno valorizzati con un apposito sostegno all’aggiornamento ed alla meritocrazia. Al docente viene assicurato un ruolo centrale, basato sulla professionalità e sulla qualità del lavoro svolto. Verrà introdotto un sistema meritocratico, con incentivi per l’aggiornamento professionale. Il precariato non avrà più ragione di esistere e verrà progressivamente abolito. L’università italiana è un patrimonio nazionale e va rilanciata, deve tornare ad essere piattaforma primaria per l’informazione.   Un piano di edilizia scolastica riuscirà per la realizzazione di edifici efficienti, moderni e funzionali. In tutto il Paese, molti immobili adibiti a scuole necessitano di opere per la messa in sicurezza o la ristrutturazione delle aree di uso pubblico. Verrà sostenuto l’associazionismo sportivo, che verrà finalmente considerato strumento di crescita sociale. Parallelamente all’istruzione, il centro destra ha voluto includere nel programma alcuni punti relativi alla sanità pubblica, che i recenti governi stanno rendendo inefficiente a suon di tagli. Anche per la sanità, le famiglie dovranno avere la massima libertà di scegliere dove curarsi e, nel contempo, il governo incentiverà la competizione pubblico – privato, che porterà ad ottenere indubbi benefici. Il medico – il quale, come l’insegnante, verrà valorizzato con un sistema meritocratico – avrà la massima responsabilità nel rapporto con il paziente.
I Pensionati non devono patire la fame, la soluzione nel programma di Forza Italia

I Pensionati non devono patire la fame, la soluzione nel programma di Forza Italia

Uno dei punti di maggiore interesse nel programma politico del centro destra è quello di proporre soluzioni al fine di porre rimedio alle difficili condizioni economiche in cui vertono oggi gli anziani. I pensionati di oggi sono ex lavoratori che hanno versato regolarmente i contributi per tutto l’arco della loro vita, ma si ritrovano a dover sopravvivere con una pensione da fame, vittime di una normativa pensionistica del tutto inadeguata. Già da tempo il Comitato dei Diritti sociali del Consiglio d’Europa ha manifestato il proprio disappunto, evidenziando come in Italia “l’ammontare minimo delle pensioni versate alle persone anziane è manifestamente insufficiente per una gran parte di loro perché si situa al di sotto della soglia di povertà”. Inoltre è stato rappresentato come “la questione delle pensioni minime, ma anche quella della mancanza di un approccio globale e coordinato per combattere la povertà e l’emarginazione sociale, sono due questioni che meritano una particolare attenzione da parte del Paese”. Tra i programmi delle diverse forze politiche che vengono proposti di questi giorni, quello di Forza Italia è indubbiamente il più attento alle condizioni economiche dei pensionati, mettendo in programma l’aumento a mille euro delle pensioni più basse. Berlusconi già nel 2001 ha lavorato per l’aumento degli assegni minimi ai pensionati a un milione di lire, del quale beneficiarono quasi due milioni di ex lavoratori. I requisiti necessari erano l’età minima di 70 anni ed un reddito personale – ad esclusione di quello derivante dall’abitazione principale – non superiore a 6,714 euro anni, incrementati dall’assegno sociale, nel caso di coniugi. Se i criteri fossero gli stessi anche per il 2018, il nuovo Governo dovrà stanziare 10 miliardi di euro. Un onere decisamente impegnativo, che dimostra la volontà di assicurare una vita dignitosa a tutti gli italiani che hanno lavorato duramente per tanti anni contribuendo in maniera determinante allo sviluppo economico del Paese.
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Flat tax e sconti, Irpef al 23%: Forza Italia punta al rilancio economico

È di Forza Italia la più rivoluzionaria idea di riforma del sistema fiscale, che pone le basi per un serio rilancio della nostra economia, attaverso il concetto della Flat Tax. Pagare meno, pagare tutti senza troppe complicazioni legate a tasse e balzelli che opprimono il contribuente e allontanano gli investitori. Alla vigilia delle elezioni politiche 2018, ci sono alcuni importanti impegni che il partito vuole portare a termine nel prossimo governo, in grado di favorire famiglie ed imprese.

Perché la Flat Tax è la soluzione ideale

La riforma del sistema tributario prevede l’introduzione di un’unica aliquota fiscale per le persone fisiche e giuridiche. Chi guadagna poco verrà tutelato con l’introduzione di una no tax area e con un’esenzione totale sotto una determinata soglia. Verranno abolite imposta di successione e sulle donazioni., e cancellate tutte le pendenze fiscali degli italiani. Negli ultimi anni, l’introduzione della Flat tax ha consentito a diversi Paesi dell’est europeo di accelerare la crescita economica nazionale.

L’aliquota della Flat Tax

Berlusconi ha previsto di partire già nel 2018 con una flat tax del 23% e, nei prossimi anni, di abbassarla fino al 15-20%; la no tax area dovrebbe scende fino a 12 mila euro. La pressione fiscale si ridurrà consentendo maggiore liquidità economica alle famiglie, incrementando nel contempo le possibilità di creare nuove imprese e nuovi posti di lavoro.

I costi della Flat Tax

I costi stimati rivoluzionaria si attestano intorno i 50 miliardi l’anno, senza gravare ulteriormente sul bilancio pubblico. Le coperture verranno garantire dalla semplificazione delle tante deduzioni e detrazioni che oggi costano all’erario 171 miliardi senza produrre risultati apprezzabili, e dalla lotta all’evasione fiscale, il cui gettito stimato in Italia è di oltre 107 miliardi. Un sistema fiscale più efficiente ad aliquota unica più bassa riuscirebbe infatti all’emersione del sommerso, garantendo risorse di oltre 20 miliardi di euro. La progressività dell’imposizione fiscale, prevista dall’art. 53 della nostra Costituzione, verrà garantita da un sistema di deduzioni in grado di favorire, in particolare, i redditi medio-bassi. Verranno inoltre portati a termine la cartolarizzazione dei beni confiscati alla mafia, ed un piano, da 5 miliardi l’anno per 5 anni, destinato alla lotta contro la povertà.

I vantaggi della Flat tax

Con la Flat tax ogni contribuente saprà esattamente quanto pagare, senza necessità di rivolgersi ad un professionista e senza possibilità di errore. Nel programma di governo di Forza Italia si evidenzia come «Le prove empiriche e le esperienze internazionali mostrano come efficienza e semplificazione fiscale comportino un aumento di gettito».
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Berlusconi e la flat tax: ecco cosa serve davvero all’Italia

Nelle recenti apparizioni, Silvio Berlusconi è apparso nuovamente in forma e pronto proporre la ricetta ideale per far ripartire il Paese, che deve puntare oggi ad una vera e propria rivoluzione fiscale, partendo dal concetto della Flat Tax. Lo stato di oppressione fiscale in cui viviamo, basato su numerose tasse e balzelli che pesano come un macigno sulla crescita economica e sulla salute delle singole attività, dovrà presto concludersi. Il Cavaliere ha annunciato da tempo che punterà alla cosiddetta flat tax, con un’aliquota più bassa di quella attuale ed inferiore dunque al 23%. Proporre meno tasse per tutti (in particolare, per chi paga e produce) potrebbe stimolare la crescita economica e ridurre l’evasione fiscale. Oggi ci sono tasse altissime” ha sottolineato Berlusconi «ed è difficilissimo compilare il modulo 730. La flat tax dovunque è stata applicata ha dato risultati straordinari. Ci sarà un modulo da una pagina e non più di sedici pagine». Ricorda inoltre che «la flat tax è stata applicata in più di 60 Paesi” e che in tema di lavoro proporrà “zero contributi per sei anni a chi assume a tempo indeterminato». I più scettici criticano il fatto che non esistano prove certe sull’effettiva efficacia della tassazione unica; tuttavia, il successo appare garantito. Ad Hong Kong la flat tax venne introdotta nel secondo dopoguerra, determinando un forte successo economico; nelle tre Repubbliche baltiche Lituania, Lettonia ed Estonia, fu invece decisa nel 1994, creando i presupposti per uno dei tassi di crescita più alti d’Europa. Molto positiva l’esperienza anche in Russia, ove è stata introdotta nel 2001. La flat tax porterà ad una riduzione delle tasse da pagare ed una diminuzione delle entrate fiscali stimata, per l’Italia, intorno ai 95 miliardi. Forza Italia prevede che la maggior parte di questi introiti saranno recuperati dall’evasione, che si ridurrà in quanto, con tale aliquota, eludere il fisco più difficile e meno conveniente. Inoltre, l’introduzione dell’aliquota unica più bassa potrebbe dare nuova linfa ai mercati ed attirare i capitali degli investitori esteri. Numerosi i consensi sulla proposta, provenienti da tutto il mondo: tra i più autorevoli, quello di Bill Emmott, ex direttore dell’Economist da sempre molto critico sul Cavaliere (nel 2001 fu autore della famosa copertina su ‘Berlusconi unfit to lead Italy’ – inadatto a guidare l’Italia). Emmot ritiene che la flat tax possa rivelarsi una soluzione adeguata ai problemi economici del nostro Paese, considerando che «l’evasione delle tasse è un grandissimo problema per l’Italia e un’imposta sul reddito semplificata con una sola aliquota, pagata da chiunque guadagni oltre un determinato importo, sembra una buona idea in queste condizioni. L’evasione fiscale crea enormi problemi ai conti pubblici italiani e fa ricadere un onere troppo pesante su tutti quelli che non sono in grado di evadere le tasse, perché lavoratori dipendenti o pensionati, riducendo la loro capacità di consumo e mettendo in moto un circolo vizioso che porta alla stagnazione dell’economia. Dopo 20 anni di sottosviluppo economico rispetto ai partner europei, mi sembra che sia arrivata l’ora di riforme radicali».
Soggetti pericolosi tra gli immigrati, è rischio sicurezza

Soggetti pericolosi tra gli immigrati, è rischio sicurezza!

L’immigrazione nasconde sempre e comunque il pericolo di infiltrazioni e terrorismo, sempre più alto il sospetto di soggetti pericolosi tra gli immigrati: sembrano accorgersene un po tutti, ovviamente anche gli addetti ai lavori ed i rappresentanti istituzionali delle città del Sud ove l’afflusso di migranti è insostenibile, ma le forze di Governo fanno “orecchie da mercante” evitando di sottolineare un problema che nasconde una vera e propria emergenza sicurezza. Nonostante molti dei recenti episodi terroristici sono avvenuti ad opera estremisti islamici nati e cresciuti in Europa, c’è sempre il terrore che il pericolo possa venire dal mare, tra coloro che arrivano dall’Africa come rifugiati. È davvero significativa una recente intervista rilasciata dal sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna, che spiega come la cittadina siciliana non disdegni in alcun modo accoglienza e solidarietà; tuttavia, il Sindaco evidenzia come spesso, tra coloro che sbarcano, si nascondano persone sospette, puntualmente segnalate alle autorità. La presenza di soggetti pericolosi tra gli immigrati, Pozzallo, insieme a Lampedusa e Augusta, rappresenta un luogo di facile approdo per gli immigrati provenienti dalle coste africane. Ammatuna è un politico di grande esperienza ed ha preferito contattare direttamente il ministro degli interni Marco Minniti, rappresentandogli apertamente il problema. “Ho raccontato ciò che sapevo, ciò che i volontari a loro volta mi raccontavano” ha precisato il sindaco. “Non era sfuggita qualche presenza diversa: qualche giovanottone un po’ arrogante, dai modi spicci e violenti. Volti ad atteggiamenti che sono ben diversi da quelli di coloro che arrivano sulla banchina del porto con il loro carico di sofferenze e di paure”. Il Ministro non ha perso tempo: due giorni dopo ho ricevuto un contatto, tramite il prefetto Morcone. Il ministro Minniti voleva incontrarmi ed io sono andato a Roma per parlare con lui. Oggi so che i controlli sono aumentati, e che gli immigrati, dopo aver avuto il foglio di via, vengono accompagnati e scortati per andarsene, non vengono lasciati liberi di circolare per la città, magari ingenerando qualche inevitabile timore tra la gente e i controlli sono molto più accurati”. Lo stesso Minniti, intervistato dal giornale tedesco “Die Welt”, non ha nascosto la presenza di soggetti pericolosi tra i migranti, evidenziando l’importanza della sinergia tra le istituzioni, alla quale non sempre però viene relegata la giusta importanza. L’emergenza è sempre dietro l’angolo.
Incontro Corea del Nord e Corea del Sud

Storico incontro tra Corea del Nord e del Sud: è tutto oro quello che luccica?

 Storico incontro di “alto livello” tra le Coree, con la presenza di una delegazione del Nord ai giochi olimpici invernali di PyeongChang. Potrebbe essere l’occasione per un importante segnale di distensione, grazie ai primi contatti, dopo un gelo di oltre due anni tra gli emissari dei due governi coreani, ed un lungo periodo di guerra che, tecnicamente, dura da oltre 65 anni. Si riparte dunque da un vero e proprio “telefono rosso”, che per tanto tempo è stato l’unico canale diretto di comunicazione tra le due Coree, disconnesso dal 2015.  “Le parti hanno deciso di discutere temi di tipo operativo con lo scambio di documenti”, ha ribadito Baik Tae-hyun, nella qualità portavoce del ministero dell’Unificazione sudcoreano. Tuttavia, si parlerà anche delle possibili soluzioni per riprendere ufficialmente i rapporti, includendo anche il nodo olimpico. Gli analisti sono cauti: Kim Jong-un non ha sicuramente rinunciato alle provocazioni balistiche e potrebbe lanciare presto un altro missile. Il dittatore potrebbe approfittare della situazione ottenere il sostegno della Corea del Sud, indebolendo così il fronte americano. I rapporti bilaterali tra i Paesi potrebbero davvero migliorare, ma non è detto che ne possa trarre giovamento la situazione di crisi con gli Stati Uniti. I servizi segreti americani, secondo l’autorevole New York Times, hanno ammesso un errore imperdonabile, sottovalutando i test missilistici e non considerando la possibilità, poi concretizzata, che Pyongyang, per il programma missilistico, potesse ricorrere ai mercati esteri: in tal modo, lo sviluppo tecnologico delle armi balistiche ha raggiunto in poco tempo un altissimo livello.   Trump ha tuttavia accolto favorevolmente la notizia dell’incontro, ritenendolo una conseguenza della sua dura linea di governo nei confronti di Pyongyang. Oltre all’evento sportivo, che avrà luogo a PyeongChang dal 9 al 25 febbraio, il mondo avrà sicuramente un altro valido motivo per tenere gli occhi puntati sulla penisola coreana.
Trump: Stop fondi ai palestinesi

Trump: “Stop fondi ai Palestinesi se rifiutano i negoziati con Israele e Gerusalemme”

Donald Trump continua a tenere banco sulla questione Gerusalemme, forte delle risorse economiche americane e dal carattere sanguigno e coriaceo che ha contraddistinto, fino ad oggi, ogni momento del proprio mandato elettorale. Dopo aver alimentato la tensione con il Pakistan, colpevole di “fare il doppio gioco” e di “non fare abbastanza nella lotta al terrorismo”, bloccando 255 milioni di dollari di aiuti, ora sono i Palestinesi ad essere nel mirino del presidente Usa. Paghiamo loro centinaia di milioni di dollari all’anno e non otteniamo alcun apprezzamento o rispetto” ha precisato Trump, direttamente su Twitter. “Non vogliono neppure negoziare un trattato di pace con Israele necessario da molto tempo“. Il Presidente USA dimostra, ancora una volta, di essere in politica estera un vero e proprio “rullo compressore”, mostrando i muscoli al fine di trovare rimedio a situazioni particolarmente scottanti. Non ha mai accettato le provocazioni della Nord Corea e dell’Iran; oggi, però, sono Pakistan e Palestina ad essere criticate senza mezzi termini. Le esternazioni di Trump, così lontane dal fair play diplomatico, mirano a catalizzare l’attenzione mediatica partendo dai social e costringere i palestinesi al tavolo delle trattative, in maniera rapida e con un approccio più favorevole agli Usa. A poco valgono le repliche di Mahmud Abbas, portavoce del presidente della Palestina, e del dirigente dell’Olp Hanan Ashrawi: Trump sembra avere le idee chiare, sa di potersi muovere in una posizione privilegiata (i dollari Usa fanno davvero comodo) ed è pronto a “fare ordine” in medio oriente toccando gli avversari proprio sull’aspetto economico. Contro i Palestinesi, il presidente americano tenta l’ennesimo braccio di ferro sulla politica internazionale. L’obiettivo è quello di mettere fine ai finanziamenti che l’Onu utilizza per fornire aiuti umanitari ai rifugiati palestinesi, con un impegno economico che nel 2016 aveva toccato i 370 milioni di dollari. Dopo le critiche ricevute a seguito della decisione unilaterale della Casa Bianca di spostare la capitale di Israele a Gerusalemme, Trump aveva già decurtato 285 milioni di dollari di finanziamento per il Palazzo di Vetro.
buste biodegradabili

Buste biodegradabili a pagamento

Sulle questione delle “buste biodegradabili” credo che il Governo abbia fatto qualche errore ma in parte certe credo che certe critiche non siano giuste. Ero relatore nella scorsa legislatura sulla direttiva cosiddette “bio-bags” e mi sono battuto, vincendo, contro le multinazionali, sopratutto quelle tedesche, che volevano imporre la plastica di derivazione petrolifera come alternativa a quella di derivazione vegetale. La loro invidia derivava dal fatto che sulla biochimica noi italiani siamo di gran lunga più avanti rispetto alla loro arretrata petrolchimica. Voglio quindi ribadire che la Novamont di Novara è un’eccellenza nel settore ed è purtroppo quanto è riuscito a sopravvivere dopo la morte di quel genio di Raul Gardini e dello “spezzatino” del gruppo Enimont che ne è conseguito. La Novamont è un patrimonio italiano ed anche se amministrata da una persona qualificata come vicina al segretario del PD Renzi, non è di sua proprietà. È partecipata dall’Eni, da fondi d’investimento e un domani potrebbe benissimo essere amministrata da una persona di altra corrente politica. Sappiamo che Renzi ha lottizzato molte aziende ma non possiamo denigrare una realtà industriale quale la Novamont che oltre che dar lavoro a centinaia di persone è al centro di una filiera, quella della biochimica, che potrebbe rappresentare un asse di sviluppo importante per la nostra economia. Tornando al Governo e all’emendamento che ha recepito la direttiva europea vorrei specificare alcune cose: – la direttiva lasciava libertà assoluta agli Stati membri per quanto attiene i sacchetti ultraleggeri destinati al monouso per il confezionamento delle verdure al dettaglio. Credo che si sia fatto bene a rendere obbligatorio l’uso di sacchetti di bioplastica perché oltre che a favorire l’industria nazionale si utilizza un materiale perfettamente compostabile. Credo invece si sia fatto male a imporre la politica di pricing, quella cioè di vietare la fornitura gratuita e introducendo l’obbligatorietà della vendita dell’imballo. In questo modo credo si sia solamente fatto l’interesse della grande distribuzione che si ritroverà un costo in meno, perché saranno i clienti a pagarsi i sacchetti che finora erano forniti gratuitamente. Se vogliamo quindi pensare ad un provvedimento “ad hoc” per favorire amici del PD preferisco guardare verso il mondo COOP piuttosto che verso un’eccellenza italiana quale potrebbe essere la nostra biochimica. Se qualcuno ritiene politicamente scorretto il mio pensiero, continui pure a pensarlo, ma quando di mezzo c’è l’interesse dell’Italia non c’è spazio per acrobazie politiche. W l’Italia sempre e comunque!
Berlusconi è pronto a Governare elezioni 2018

Berlusconi è pronto a Governare, con ampi consensi anche dai leader Europei

Le recenti dichiarazioni di Berlusconi lasciano intendere grande sicurezza: nonostante la situazione politica manifesti incertezza, con forze politiche di sinistra, destra ed anche il M5S che tendono ad equivalersi, il gruppo di Centro Destra è quello più sicuro, compatto, pronto…Berlusconi è pronto a Governare. A Sinistra, la situazione appare disastrosa, con una possibile coalizione sempre più sfiancata e frammentata dal susseguirsi di sconfitte di Renzi all’abbandono di Grasso. Il Rosatellum richiede coalizioni strategiche: tuttavia, se la situazione politica si rivelasse particolarmente intricata, Berlusconi, con l’assenso del Quirinale, sembra essere disponibile ad una pausa istituzionale. Apparso in formissima nelle recenti apparizioni, Berlusconi ha risposto a Salvini, apparso furioso con FI per la mancanza di sostegno alla legge Molteni, che garantirebbe sconto di pena per i reati più gravi: Non dovete sopravvalutare i capricci di Salvini” ha voluto precisare il Cavaliere “quando ci si siede al tavolo è ragionevole e sa cambiare idea e non ho alcun dubbio sulla possibilità, come accadde con la Lega di Bossi dopo il primo momento nel ’94, di poter governare stabilmente per cinque anni“. Storicamente, Silvio Berlusconi è stato artefice di sorprendenti recuperi in campagna elettorale, trovando le giuste risposte alle situazioni politiche più complesse. Ha, ad esempio, volutamente mantenuto le distanze sulla vicenda che vede coinvolte le banche ed il sottosegretario Elena Maria Boschi, che sta scuotendo il PD: il ruolo del Cavaliere è in primis quello di evitare “toni strillati”, lasciandoli a M5S e Lega, che sicuramente non aiutano a creare stabilità politica del Paese. Inoltre, con la sua posizione moderata sulla vicenda, ha voluto creare un’immagine di responsabilità istituzionale e mandare messaggi tranquillizzanti all’Europa. I grandi leader europei ne apprezzano l’intelligenza politica e, nel recente incontro a Bruxelles per il vertice del Ppe e per la riunione del Consiglio europeo, ha ottenuto un’ottima accoglienza anche da Angela Merkel.
Politica energetica Italia

La politica energetica in Italia deve essere una priorità

L’incidente all’impianto di gas, in Austria, ci ha posto evidente la necessità di una politica energetica in Italia più efficace. Ci offre la possibilità di alcune importanti riflessioni in materia di politica estera e, soprattutto, in tema di energia. Il problema è stato evidente, in quanto ha bloccato la distribuzione di metano in Italia, che è ripreso soltanto dopo diverse ore. L’impianto di distribuzione del combustibile a Baumgarten an der March, dove è avvenuto l’incidente, è un vero e proprio “snodo europeo” di gas e gestisce, tra l’altro, il flusso di metano con il gasdotto Tag (Tag Austria Gas Pipeline) nel nostro Paese. È bastato uno sciagurato episodio per far dichiarare lo stato di emergenza al ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, che ha ribadito l’importanza del Tap (gasdotto trans-adriatico, tutt’oggi in costruzione, che porterà gas dalla Turchia in Puglia attraversando Grecia ed Albania), quale alternativa all’approvvigionamento di gas. Nonostante le riserve possano contenere 12 miliardi di metri cubi di gas, è stato registrato, nella giornata di ieri, ad un forte aumento dei prezzi all’ingrosso del prodotto energetico. L’Italia è un grandissimo importatore di energia, e la politica energetica dovrebbe necessariamente essere una vera priorità ed accompagnare ogni aspetto della nostra politica estera. Se non siamo in grado di essere autosufficienti nella produzione, dobbiamo quantomeno valutare ogni possibile soluzione per evitare problematiche legate alla mancanza di approvvigionamento, anche momentanea. In Italia oltretutto siamo sempre pronti a generare polemiche su qualsiasi prospettiva di crescita, come ad esempio Il TAP, gasdotto in costruzione proveniente dal Mar Caspio, che pur in fase di lavori avanzati continua ad essere oggetto di critiche, o come anche per il progetto South Stream, che avrebbe dovuto portare alla realizzazione di un nuovo impianto per connettere Russia ed UE eliminando l’attraversamento dei Paesi extracomunitari, abbandonato a causa delle sanzioni europee contro Mosca. Con il South Stream o con il TAP che è in fase di avanzamento, in maniera pratica si può evitare ogni problema legato alla fragilità dei sistemi di fornitura di prodotto energetico.