isis

Riforma della giustizia? Subito

La riforma della giustizia è un argomento che va affrontato, da subito, nella maniera corretta. I più recenti fatti di cronaca mostrano come la sicurezza dei cittadini sia oggi, troppo spesso, messa a repentaglio. E l’inefficienza del sistema giudiziario, purtroppo, crea una situazione di estrema difficoltà. Il Terrorismo torna a diventare un argomento di pungente attualità. L’ISIS torna a far parlare di sé e i continui appelli per la sicurezza nazionale ed internazionale non sembra bastare a scongiurare gli ennesimi atti di violenza che continuano ad occupare le primissime pagine di tutti i giornali. L’organizzazione terroristica fondata da Osama Bin Laden continua ad incidere, e la cellula di Al Qaeda resta probabilmente quella più pericolosa anche in Italia, dove l’azione processuale non sempre riesce a portare a termine e attività degli inquirenti. Ha creato non poco scompiglio la vicenda degli undici pachistani arrestati dalle forze dell’ordine in un blitz del 24 aprile 2015, a Olbia, Roma, Bergamo, Civitanova Marche, Sora e Foggia. Sono tutti militanti attività di Al Qaeda, che lavoravano per realizzare nuovi attentati in Italia ed in Pakistan. Per cinque degli arrestati viene chiesto l’ergastolo, ma – assurdo a dirsi – a dicembre vengono tutti rilasciati per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Nella base in Sardegna, durante gli arresti di quattro anni fa, sono state trovate tracce investigative del coinvolgimento dei terroristi nella strage del 2009 in Pakistan, nei pressi del mercato storico di Peshawar, dove hanno perso la vita ben 139 persone. Tutto è stato pianificato nel nostro Paese, dove oggi i terroristi hanno fissato le basi logistiche, trafficano armi, finanziano azioni criminali in tutto il mondo. Le indagini e le intercettazioni telefoniche rivelano che i criminali avevano in mente diversi progetti da portare a termine, tra cui un attentato in Vaticano. Nonostante questi elementi, non si è riusciti a trattenere i terroristi in carcere, ed ora – vergognoso a dirsi – si trovano in stato di libertà. La giustizia italiana va seriamente riformata, in ogni suo punto: Fratelli d’Italia ha più volte lanciato l’allarme, muovendosi su più fronti. Le normative imprecise ed incerte rischiano di creare danni ingenti in tantissimi settori che non riguardano solo la sicurezza, ma anche l’economia nazionale. E’ il caso della “legge spazzacorrotti”, che prevede l’equiparazione “ ai partiti e ai movimenti politici di tutti quegli enti che abbiano nei propri organi direttivi (presidenti, consigli di amministrazione, consigli direttivi) persone che, nei 10 anni precedenti, abbiano avuto un qualsiasi coinvolgimento con la politica o con la pubblica amministrazione, non soltanto a livello parlamentare ma anche nei consigli comunali (sindaci, assessori o, addirittura, semplici consiglieri) o perfino come nominati in qualità di rappresentante del Comune o della Regione.” Con questa norma, tantissime associazioni rischiano di essere considerate come partiti politici e costrette a dover assolvere onerosi obblighi contabili e burocratici, rischiando così di scomparire. Il Presidente dei Senatori di Fratelli d’Italia Luca Ciriani ha rappresentato come: “Il mondo associativo e del volontariato, rappresenta un patrimonio della nostra Nazione, che non può essere messo in pericolo dal cieco furore di chi legifera alla cieca con presunzione e ignoranza e che ritiene che chi abbia prestato servizio nelle Istituzioni sia automaticamente un potenziale corruttore”. È ora che nasca una nuova politica, più vicino alle idee degli italiani, che ci porti nei tavoli di Bruxelles per riscrivere il nostro futuro politico ed economico, ma anche e soprattutto legato alla sicurezza internazionale. E tutto ciò può avvenire solo con una attenta e dettagliata riforma della giustizia. Nonostante le iniziative della Lega, questo Governo non ha saputo, ad oggi, apportare modifiche concrete alla situazione.
reddito di cittadinanza

Il fallimento del reddito di cittadinanza che fa esultare il mondo musulmano

Il reddito di cittadinanza è, ancora una volta, oggetto di aspre critiche. Pare infatti che il flop che il provvedimento ha ottenuto al sud sia dovuto al fatto che i potenziali richiedenti preferiscano lavorare in nero piuttosto che essere assunti con uno stipendio più basso, rinunciando ad ogni possibile esenzione. La PostePay fornita ai richiedenti, utilizzabile solo in determinati punti vendita, non consentirà di acquistare tutto quello di cui si ha bisogno. I prelievi in denaro saranno limitari ai soli cento euro mensili. Il tetto massimo previsto di 780 euro previste sarà sicuramente più basso per tantissimi bisognosi: l’importo di 280 euro, ad esempio, viene destinato a chi non ha casa di proprietà, per il  pagamento dell’affitto. Se a questo aggiungiamo i possibili controlli da parte delle autorità competenti, come l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza, ed i corsi formativi che dovranno essere svolti, c’è da comprendere come la misura del reddito di cittadinanza disattende le aspettative di tanti bisognosi. I lavori socialmente utili, necessari per i beneficiari, non possono essere considerati un vero lavoro: secondo i Sindacati, ci sono lavoratori che sono stati “ingabbiati” in questa tipologia di accordo per oltre 20 anni, che continuano a lavorare con un reddito estremamente basso, al di sotto di una retribuzione dignitosa. Sono in tanti gli utenti che vivono ai limiti della soglia della povertà che “preferiscono accontentarsi di 600 euro in nero”. Tanto, molti si chiedono: “a cosa serve? Dopo tanti anni di lavoro senza contratto, avrò mai la pensione?” Secondo le dichiarazioni rilasciate il mese scorso dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, con il reddito di cittadinanza aumenteranno “comportamenti opportunistici di incentivo all’evasione e disincentivo al lavoro” e “il principale disincentivo a comportamenti opportunistici è costituito dall’obbligo di accettare offerte di lavoro congrue. La credibilità di questo meccanismo non appare scontata e dipenderà dall’effettiva dimensione della disoccupazione frizionale, dall’efficacia dei Centri per l’impiego nel mettere in contatto domanda e offerta di lavoro, dalla convenienza delle imprese a rivolgersi ai beneficiari del reddito di cittadinanza per colmare le proprie vacancies“. Insomma, il RdC nelle infrastrutture italiane preannuncia un sicuro fallimento, proprio per la distanza, specie al sud, tra domanda ed offerta di impiego.
REDDITO CITTADINANZA 2019 MODEL (modulo) BANGLA! রেদ্দিত দি চিতাদিন্নছা

Post office1) Modello কম্পিলারে করে ISEE And ALL Documents (Carta D'identita +codice fiscale +Permesso di soggiorno Lungo Preadio / Carta di Soggiorno) (যারা কর্তা সৈজন্য জমা করেছেন/ Aggiornamento করতে দিয়েছেন তারা ও জমা করতে পারবে , দোমান্দার সাথে Post Office Er Ricevuta দিতে হবে.(Mobile+Email Address)CafISEE And Documents (Carta D'identita +codice fiscale +Permesso di soggiorno Lungo Preadio / Carta di Soggiorno) (যারা কর্তা সৈজন্য জমা করেছেন/ Aggiornamento করতে দিয়েছেন তারা ও জমা করতে পারবে , দোমান্দার সাথে Post Office Er Ricevuta দিতে হবে.(Mobile+Email Address)https://www.redditodicittadinanza.gov…SPID ID, আর ISEE লাগবে। বাকি সব ইনফরম্যাশন SPID ID থেকে নিয়ে নিবে।** সকল স্থানে দোমান্দা করতে আপনার ও আপনার পরিবারের মধ্যে কোন সদস্য বর্তমানে কাজ করে কিনা তা উল্লেখ করতে হবে।শুধু মাত্র রেদ্দিত দি চিতাদিন্নছা সাইডের মাধ্যমে জমা করা হলে সাথে সাথে প্রোটকল নং আসবে যা দিয়ে আপনি আপনার প্রাতিকা কন্ট্রল করতে পারবেন।অন্য সবার ক্ষেত্রে প্রোটকল নং পরে পাওয়া যাবে।এছাড়াও আমাদের গুরুত্ব পূর্ন লিংক সমূহhttps://www.youtube.com/TMMASSISTENZAhttps://www.facebook.com/borhanit/https://www.facebook.com/TMMOfficial/

Pubblicato da ইতালির আইন কানুন su Domenica 10 marzo 2019
Il Reddito di Cittadinanza fa esultare però il mondo musulmano. Questa forma di assistenzialismo sarà utilizzata in gran parte dai migranti, gravando ovviamente sulle tasche dei contribuenti italiani: in video in arabo, diventato virale in pochissimo tempo, destinato alla comunità islamica, viene spiegato passo passo come ottenere il reddito di cittadinanza dallo Stato italiano, fornendo tutte le informazioni per iscriversi, sui documenti necessari, sui modelli da compilare. Desta particolare scalpore anche la foto diffusa in rete, che mostra il Vicepremier Di Maio sorridente e sovrastato da una scritta islamica rosso fuoco, utilizzata per promuovere il sussidio. Le moschee ed i luoghi di culto italiani si muovono in maniera organizzata per poter fornire assistenza alle proprie comunità, proprio come un vero e proprio welfare parallelo, raccogliendo denaro – anche tramite il reddito di cittadinanza – per le proprie attività. Secondo l’Istat, i beneficiari stranieri, che dovranno avere la residenza in Italia da oltre 10 anni, saranno oltre 300mila; tuttavia, molte associazioni che ritengono discriminatori i vincoli imposti dalla normativa, sono pronte a dare battaglia suon di ricorsi. Era davvero questo il senso di questa strampalata normativa?
Giorgia Meloni su TwitterMentre la sinistra perde tempo a definirci raz

Fratelli d’Italia contro il Franco CFA, la schiavitù e l’immigrazione incontrollata

C’è chi travisa, nel programma politico di Fratelli d’Italia, in maniera miope ed impulsiva, idee razziste ed incapaci di affrontare il problema migranti. In realtà, l’idea di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia è molto più completa e profonda di quello che tanti politici hanno della questione. In una manifestazione di attivisti africani e associazioni del Camerun a Ferrara, che contesta il Franco CFA (il quale controlla intere economie dei Paesi africani), Giorgia Meloni spiega di una voler portare a termine una vera e propria battaglia, che vuole accendere anche nell’opinione pubblica italiana un sentimento di vera ammirazione verso chi partecipa a questi eventi. Giorgia è stata accolta tra gli applausi e, invitata a parlare: ha esposto tutti i dettagli della lotta del partito contro il Franco CFA, moneta oggi adottata da 14 nazioni ex colonie, che obbliga gli utilizzatori a depositare il 50%$ delle loro riserve valutarie presso il Tesoro di Parigi e viene custodita dalla Banca Centrale Francese. I manifestanti africani sono dei veri e propri patrioti che contestano il fatto che la loro economia nazionale in Africa sia bloccata e resa schiava dall’uso di questa moneta. È ora di dire basta e garantire una nuova vita per queste popolazioni, che oggi, nella migliore delle ipotesi, sono costrette ad un futuro di gente che scappa per venire in Europa ad affrontare condizioni di vita impossibili, magari in mano alla criminalità organizzata, e chiede di crescere e di vivere liberamente. Prima di difendere il diritto degli esseri umani a migrare, bisogna difendere il diritto a non essere costretti a lasciare la loro casa e le loro terre, così da poter crescere in prosperità ed in libertà. Altre forze politiche, che contestano Fratelli d’Italia, continuano a perdere il loro tempo ed a screditare l’operato della nostra coalizione di centrodestra, ritenendola composta da coloro che professano idee razziste e sono in ogni caso contrari all’immigrazione. In realtà, la nostra lotta è contro l’immigrazione incontrollata, sfruttata dalla grande finanza, dalla malavita, da coloro che vogliono rivedere al ribasso i diritti dei lavoratori, da quelli di altre nazioni che vengono in Africa per controllare le economie locali, con la scusa della “moneta”. Questo sarà uno dei temi “caldi” che intendiamo portare in Europa, direttamente al Parlamento Europeo, con le prossime elezioni alle quali sono candidato. Il dovere di Fratelli d’Italia sarà quello di chiedere all’UE di valutare la possibilità di sostituire il Franco CFA con l’Euro, senza tuttavia chiedere assolutamente nulla in cambio alle nazioni africane. In questo modo, oltre 150 milioni di africani potranno avere una moneta stabile, e potranno essere agevolati nel favorire la crescita delle economie locali. Prima o poi, inoltre, saranno liberi di avere una loro moneta, nella più completa autonomia. Sarà una dura battaglia da portare a termine, ma solo così potremo liberare questi popoli dal giogo francese, e consentirgli di crescere sfruttando autonomamente le risorse dei loro Paesi.
Fratelli d'Italia

Fratelli d’Italia, per donare al Paese un futuro di lavoro, sviluppo ed infrastrutture

La strana unione del Movimento Cinque Stelle e della Lega, con l’obiettivo di governare, potrebbe avere le ore contate. D’altronde era prevedibile, perché le forze politiche in gioco sono così diverse e, nel caso dei grillini, prive di consistenza e spessore, e pronte a contraddirsi su ogni punto del proprio programma politico. La Tav è il pomo della discordia di questo Governo e potrebbe causare il crollo dell’esecutivo gialloverde. Come dichiara il Andrea Delmastro, Conte, Toninelli e Di Maio si sono dimostrati veri e propri “cavalieri della decrescita”, ed i loro tentennamenti stanno creando danni costosissimi, molto più onerosi dei costi extra per la sicurezza del Tav. Questa situazione di disaccordo è però soltanto l’ultima di una serie di vergognose circostanze che hanno visto i pentastellati in grave crisi di identità, per quanto riguarda le più importanti decisioni di politica estera e nazionale. Il M5S continua a dare spago alla Lega, prendendo decisioni spesso in totale disaccordo con i propri dogmi (possiamo citare, tra l’altro, il processo a Salvini, le grandi opere, i trattati europei). Tanti, forse troppi i nodi da sciogliere per poter continuare a governare serenamente per il bene del Paese. L’idea di Fratelli d’Italia, Partito del centrodestra unito e coerente con le proprie idee, è uno soltanto: quello di tornare a governare, con Salvini, per poter portare a termine i tanti progetti politici che il centrodestra vuole proporre per risanare l’Italia, dando quella “scossa” all’economia nazionale che ristagna per una politica bloccata ed insicura. Secondo le recenti dichiarazioni di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia conferma ancora una volta di non voler far parte di questo Governo, nonostante potesse “puntellare” le espulsioni dei grillini. Fratelli d’Italia è coerente con le proprie idee, lotta e combatte per ciò che di buono viene proposto dall’esecutivo, ma contesta ciò che ritiene inammissibile. Il Partito di Giorgia Meloni è molto vicino alla Lega su temi condivisi, come immigrazione, sicurezza e legittima difesa, ma non può convivere con i pentastellati. Fratelli d’Italia sta lavorando per un nuovo Governo, con un grande movimento che collabora ma si distingue dalla Lega, distante anni luce dal Partito di Di Maio. I numeri delle recenti elezioni, in Abruzzo e Sardegna, confermano come gli Italiani stiano dando fiducia alla nostra idea di centrodestra, ed abbiano compreso il nostro messaggio. La nostra voglia di lavorare e fare bene parte dalle prossime elezioni europee, alle quali sono candidato. Vogliamo fare bene, per assicurare al Paese lavoro, sviluppo ed infrastrutture: non basta sicuramente il reddito di cittadinanza per dare un futuro ai nostri figli. Vogliamo tornare a contare, nei tavoli della politica internazionale, per dare un futuro al Paese.  
immigrazione

Le Ong accusate anche dai Servizi Segreti. Giusta la politica di Salvini?

Le Ong? Portatrici di illegalità. L’annuncio shock, finito nella relazione annuale dei servizi segreti, evidenzia come le Organizzazioni Non Governative, le cosiddette “navi umanitarie”, abbiano favorito il transito di criminalità con il transito dei migranti. Secondo i Servizi, in un documento firmato dal Premier Conte, “…nell 2018 gli sbarchi di migranti sulle coste italiane si sono ridotti dell’80 per cento rispetto al 2017 e tale sviluppo è da attribuire soprattutto alla rafforzata capacità della Guardia costiera libica nella vigilanza delle acque territoriali, fortemente promossa dal governo italiano, e alla drastica riduzione delle navi delle Ong nello spazio di mare prospiciente quelle coste che, di fatto, ha privato i trafficanti della possibilità di sfruttare le attività umanitarie ricorrendo a naviglio fatiscente e a basso costo“. Dunque, si sono ridotti gli irregolari in transito nel Paese, grazie ad un calo degli sbarchi che arriva a toccare l’80% rispetto al 2017; la stessa percentuale viene confermata anche dal ministro degli esteri libico, che parla ovviamente di una riduzione delle partenze, anche se il dato interessa tutte le tratte del Mediterraneo centrale che arrivano in Italia (quindi provenienti anche da Tunisia, Algeria, Turchia). Oltre alla capillarità degli interventi di pattugliamento dei libici, la relazione evidenzia come “La diminuzione si deve anche alla drastica riduzione delle navi delle Ong nello spazio di mare prospiciente le coste libiche – si legge ancora – che, di fatto, ha privato i trafficanti della possibilità di sfruttare le attività umanitarie ricorrendo a naviglio fatiscente e a basso costo”. Le navi Ong hanno avuto, più o meno indirettamente, la funzione di richiamo per i trafficanti, favorendo il traffico di uomini, e i loro salvataggi avrebbero poi favorito lo sbarco anche di criminali e terroristi sul territorio nazionale. La tanto contestata “linea dura” di Salvini, dunque, non era poi così sbagliata, se consideriamo gli allarmi che gli 007 italiani hanno più volte lanciato, e che i precedenti governi, che non avevano mai contrastato le ONG, avevano accolto con troppa leggerezza. Il problema delle migrazioni, oltre che italiano, è sicuramente europeo, e va affrontata con una politica migratoria europea concreta che sappia dare risposte efficaci e garantire assistenza e futuro a chi scappa dagli scenari di guerra; non può fermarsi alle azioni indipendenti di ONG che possono avere  contatti con le associazioni di trafficanti e raccolgono migranti fino ad arrivare ai pressi delle coste libiche, senza alcun effettivo controllo. Il Ministro degli Interni Salvini sicuramente non farà alcun passo indietro: si pongano le basi, ora per un futuro sereno per tutti, in Italia ed in Europa. Come già ribadito anche da Fratelli d’Italia, sul caso Sea Watch occorre smantellare un giro d’affari ancora occulto, che coinvolge anche il mecenate finanziere Soros in un sistema marcio e corrotto. Secondo alcuni rapporti le navi ONG potrebbero aver avuto “rapporti opachi con organizzazioni anti israeliane fiancheggiatrici del terrorismo”, e potrebbero essere tutt’oggi ancora utili a chi sfrutta o destabilizza le nazioni africane per i propri scopi.    
GOVERNO di Maio Conte

Troppi i problemi di Salvini e del Governo: tutto rimandato dopo le elezioni europee

I grillini perdono Marche e Sardegna, ed a farne le spese sono Salvini ed il Governo. E, ovviamente, anche gli italiani, che si ritrovano a dover affrontare l’ennesima situazione di incertezza politica. L’incapacità di Governare dei pentastellati è ormai cosa nota, e li potrebbe portare, ben presto a coprire il ruolo di opposizione, che forse calza loro più facilmente. Disastrosa la situazione in politica estera dei grillini, con la neutralità su Maduro e i vertici con gli estremisti dei gilet gialli, i difficili rapporti con Macron e la capacità di ridiscutere ogni accordo internazionale già siglato, con la Tav. Ma il peggio potrebbe ancora venire, con una situazione economica nazionale che stenta a garantire certezze per il futuro. Il Premier Salvini gode ancora di una situazione di relativa tranquillità: nonostante gli insuccessi locali degli alleati, i sondaggi lo danno ancora al di sopra del 30% dei consensi. Tuttavia, la linea di Governo Salvini-Conte-Di Maio diventa ogni giorno più insostenibile e, probabilmente, sempre più isolata e lontana dai consensi. Anche la Lega oggi si accorge dell’instabile situazione politica, ed in molti iniziano a domandarsi se sia necessario o meno iniziare a prendere le distanze da un partito che, nato con l’ambizione di posizionarsi all’antitesi della politica italiana, si è rivelato catastrofico quando si è trattato di governare. Secondo il leader dei giovani della Lega Andrea Crippi, c’è il rischio che la lega “finisca nel burrone con loro” e bisogna quindi “fermarsi un attimo”; il capogruppo dei deputati Molinari ha precisato che “resta il problema del contagio, che dobbiamo tenere d’occhio: se le cose non fanno, a cominciare dalla Tav, per un po’ la nostra gente riusciremo a tenerla buona dando la colpa ai grillini, ma prima o poi ne chiederanno conto anche a noi”. Secondo alcuni sondaggi, soltanto la metà dei leghisti difende a spada tratta i propri alleati pentastellati. È giunta quindi l’ora di dirsi addio? L’appoggio del Premier Salvini, in questa situazione caotica, era doveroso: la legittima difesa, tav e autonomie sono congelate sino al termine delle Europee. I provvedimenti verranno forse riesumati in periodi migliori, ma di fatto l’intera linea del governo, incostante e insicura, resta ancora sul filo del rasoio. Lo slittamento non fa altro che prolungare l’agonia di una forza politica che tiene in ostaggio non solo Salvini, ma l’intero sviluppo della Nazione. L’augurio, per l’immediato futuro, è quello che la Lega, dopo aver accontentato il M5S sul reddito di cittadinanza, non assecondi gli alleati sulla legittima difesa. L’allarme sicurezza nel nostro Paese è una realtà che sicuramente non può essere rimandata, e per questo speriamo che il Premier leghista torni presto a ragionare come un vero partito di Centrodestra, con l’appoggio di Fratelli d’Italia che, coerente con le proprie idee, sta raccogliendo i risultati della serietà e della professionalità dei propri esponenti.    
m5s

In Italia e in Europa un futuro senza 5stelle

Dopo le elezioni regionali in Abruzzo, anche le elezioni regionali in Sardegna stanno evidenziando ancora una volta la volontà degli italiani, con una crescita del centrodestra ed un crollo significativo dei consensi per il Movimento 5 stelle.  Il partito pentastellato è in crisi piena e la situazione diventa ora esplosiva: con la “bastonata” in Sardegna, dovranno essere sicuramente riviste molte cose in ambito strategico ed organizzativo, e sicuramente bisognerà avere il coraggio di prendere atto ed analizzare la sconfitta. Di Maio è riuscito a perdere due elettori su tre, ed ora sono in molti a chiedere la sua testa, anche nel consiglio direttivo del partito. Gli Italiani hanno compreso come il reddito di cittadinanza, pieno di contraddizioni (interesserà solo un quarto delle famiglie più bisognose), sia in realtà un mero specchietto per le allodole, necessario per “rispettare gli impegni presi con gli elettori” ma insostenibile a lungo termine senza un vero piano di sviluppo. L’Europa ci ammonisce e ci ricorda che la nostra situazione economica è estremamente in bilico, ammonendoci di portare a termine riforme e crescita. La politica M5S, al contrario, blocca le grandi opere ed inibisce l’operato degli investitori. Salvini è ostaggio dei pentastellati e il Governo stenta a dare risposte concrete in tema di economia e lavoro, proprio nei settori per i quali il Paese ha più bisogno di interventi strutturali. Le contraddizioni in tema di giustizia, con il salvataggio del Premier Salvini, hanno dato definitivamente il colpo di grazia ed i dubbi sono sorti anche ai fedelissimi: che direzione sta prendendo la politica del Governo? I grillini, da sempre, hanno disatteso le aspettative in tema di elezioni locali: le scorse politiche, nonostante il 32% a livello nazionale, raccolsero soltanto il 27% nel Lazio e il 17% in Lombardia. Oggi, nonostante non smettano di ricordare di essere “vivi e vegeti”, i vertici sono pronti ad esigere presto grossi cambiamenti per un repentino cambiamento di rotta. In attesa di colare a picco, molti hanno già preso le distanze: Davide Casaleggio ha mostrato poca soddisfazione rispetto alle possibilità di ristrutturazione del partito; lo stesso Beppe Grillo ha espresso da tempo malumore sull’operato di Di Maio. Insomma, il Movimento è una vera e propria polveriera, vive nel caos e in questo momento è probabilmente incapace di governare e proporre soluzioni efficaci ai problemi degli italiani, che oggi prendono le distanze da questa politica. Le prossime europee, per le quali sono candidato con il vero e unico partito di Centrodestra – Fratelli d’Italia – potrebbe vedere rinascere le forze politiche di destra per una nuova politica europea e italiana. Fratelli d’Italia si sta rimboccando le maniche per il bene del Paese ed è pronto ad aspirare a rappresentare, con orgoglio, il centrodestra del Paese, risollevandolo dalle critiche mosse dall’UE e riportandolo nei tavoli più importanti della politica internazionale, dove si decidono lo sviluppo e gli investimenti.
europa e italia facciamo chiarezza

Facciamo chiarezza, vi aspetto il prossimo 26 febbraio!

La chiarezza è importantissima, in politica come nella vita, e sono stato, da sempre, abituato a lavorare nella chiarezza e nell’onestà. È sempre un piacere trovare il vostro sostegno, negli incontri più recenti, e il notare vostro interesse ad ascoltare e commentare le idee e le opinioni per poter realizzare un’Italia, un’Europa migliori di quelle attuali. Fratelli d’Italia è il partito della destra che non si allea con alcuna delle forze di sinistra, coerente ed in grado di rappresentare l’Italia dei moderati, dei conservatori, di chi lavora e vuole vivere serenamente con la propria famiglia, assicurando ai propri figli un futuro migliore di questo difficile presente. Fratelli d’Italia non andrà mai a governare con PD o Cinquestelle, che hanno manifestato la propria inattendibilità, l’incapacità di lavorare per la crescita economica del Paese, la mancanza di efficaci relazioni internazionali. Chi in passato votava Alleanza Nazionale, oggi non trova nella Lega una vera identità politica. Siamo qui per convincere tutti che oggi la destra siamo noi, che Salvini, nonostante il suo innegabile valore politico, è oggi ostaggio dei 5stelle. C’è più che mai bisogno di parlare di politica ed economia, di fare lavoro di squadra per “liberare” Salvini da questo Governo che mostra evidenti segni di cedimento. La soluzione siamo noi di Fratelli d’Italia, uniti per ridare al Paese un movimento di destra concreto e coerente.
Quando ero sindaco di Rivarolo, la città era considerata da molti come la Capitale del Canavese, perché con il mio lavoro ho dato il massimo per trasformare, in meglio, il posto che amo. Chiedo allora ai cittadini di sostenermi, di aiutarmi ad affrontare una nuova esperienza politica, che possa aiutarmi a portare avanti i valori in cui credo. Proprio qui nel Canavese vedo tante aziende in difficoltà, tante persone disoccupate ed inoccupate che aspettano solo un concreto intervento che dia una vocazione economica al nostro territorio. Le idee dei grillini non portano lavoro, e ci costringono ad affrontare un inutile braccio di ferro con l’Europa. Noi, invece, vogliamo adottare un modello diverso: l’attenzione che riponiamo anche nei comuni più piccoli e quella di una “grande famiglia”, che condivide le battaglie e le preoccupazioni, ma anche le gioie che ne conseguono. La mia candidatura alle prossime elezioni europee in primavera, con Fratelli d’Italia, è ufficiale, e c’è anche chi aspetta che riveli se sarò anche uno dei candidati a Sindaco. Nel mio prossimo incontro, con voi cittadini, vi darò tutte le risposte che volete. Voglio rivelarlo davanti a voi, con un confronto onesto e leale come ho sempre amato fare. E allora Vi aspetto numerosi martedì 28 Febbraio, alle ore 20:30, presso l’Hotel Rivarolo, di Corso Indipendenza 76.
evento Bertot

Vi aspetto Lunedì 25 febbraio, per parlare di Europa

Un interessante evento per il prossimo 25 febbraio, deciso per commentare e far conoscere alcuni tra i più importanti avvenimenti europei che si sono susseguite in questi ultimi anni, e di come questi abbiano  esercitato la propria influenza a livello nazionale ed internazionale. Un punto di partenza, per poter sapere chi siamo e dove stiamo andando. E, soprattutto, per gettare le basi per poter creare un’Europa migliore, per noi e per i nostri figli. Le esperienze maturate a livello internazionale (sono stato deputato europeo per Forza Italia ed osservatore internazionale, con diverse esperienze nei Paesi dell’est europeo), mi hanno dato la possibilità di esplorare punti di vista assolutamente inediti per l’Italia. In “Ucraina, La guerra Geopolica tra Stati Uniti e Russia”,  del quale sono co-autore (l’opera è stata scritta a quattro mani con il grandissimo Antonio Parisi, vero esperto di storia e politica italiana ed internazionale), ho voluto approfondire una delle situazioni più controverse tra i rapporti politici europei e quello dei principali partner internazionali, vale a dire Usa e Russia. Non vuole essere un mero elenco di eventi che si sono susseguiti nel tempo, ma piuttosto emergono degli aspetti che quasi nessuno ha mai considerato: l’Unione Europea è infatti una delle cause che ha acuito il conflitto su questa terra di frontiera tra Europa occidentale e Federazione russa. Pertanto, l’UE non fa niente per farlo cessare e, anche il programma “Eastern Partnership” che aveva tentato di estendere, attraverso un patto di cooperazione, è stata la causa che ha determinato le gelosie da parte della Russia. L’economia italiana soffre: nessuno conosce però in maniera approfondita il conto che sta pagando l’Italia per la vicenda delle Sanzioni alla Russia, adottate anche per la destabilizzazione dell’Ucraina. Si sono avute pesanti ricadute, che hanno interrotto i tanti collegamenti economici con questo Paese, causando danni al settore turistico, al lusso, al settore meccanico ed agroalimentare. Troppo spesso le istituzioni non collaborano con le aziende in maniera adeguata, e a pagare il conto, purtroppo, sono le imprese nostrane, anche quelle più sane, la cui mancanza stabilità mette a rischio migliaia di posti di lavoro. Altro tema da discutere, quello della sovranità popolare, che è spesso una vera chimera anche in Paesi dove dovrebbe essere ormai consolidata: l’Ucraina vive una situazione estremamente controversa, con una corrente filoeuropea ed una basata sull’orgoglio nazionale della Russia della politica di Putin. Va affrontato, in tal senso, anche il ruolo del magnate Soros. Soros e il suo network costituiscono un polo di grandi artefici della situazione socio-politica di tutto il mondo: nei dossier trapelati qualche anno fa si è parlato di come Soros abbia influenzato le elezioni europee del 2014 e di come abbia elargito finanziamenti ad associazioni non governativi di tutto il mondo, anche in Italia. Il magnate sponsorizza il partito democratico di Ilary Clinton, e centinaia di uomini politici praticamente ovunque. È a causa di Soros che gli Stati Uniti vengono spesso considerati come una sanguisuga e non un vero faro di libertà e democrazia. Le lettere di Soros, speculatore multimilionario, inviate al Presidente Ucraino, saranno argomento di interessante approfondimento: si tratta infatti di tre interessanti documenti che aiutano a farci capire chi tiene le fila della strategia occidentalista a Kiev. Una prima epistola, risalente al mese di dicembre 2014, è indirizzata a Poroshenko e al Primo Ministro Yatsenyuk. Nella lettera al Presidente dell’Ucraina, Soros racconta delle pressioni da lui fatte sull’Unione Europea (Juncker e Tusk) e sul Fmi (Lagarde) per concedere ulteriori aiuti all’Ucraina “che ha bisogno di un pacchetto finanziario più grande dei 15 miliardi di dollari attualmente previsto per mantenere il tenore di vita a un livello tollerabile”. Un secondo documento, risalente al mese di marzo 2015, quando il famoso finanziere e filantropo espressione della tecnocrazia illuminata, delinea la “strategia globale a breve e medio termine”. Lo scenario dipinto è delirante: se l’Ucraina crolla, Putin diventerebbe un pericolo per l’intera Europa. Per questo, è importante aiutare la “nuova Ucraina” attraverso una doppia strategia: militare (in carico agli Stati Uniti) ed economica (in carico all’Europa). C’è anche una terza lettera, inerente una vera e propria analisi militare. Il libro analizza anche il fatto, pressoché scandaloso, dei tre cittadini americani e georgiani che sono diventati ministri del Governo ucraino, assumendo la cittadinanza ancora prima di essere nominati. E, infine, una curiosità riguardante il fatto che la canzone “O Sole mio” è stata scritta proprio in Ucraina. Vi aspetto il prossimo lunedì 25 febbraio alle 19:00 a Ivrea, nei locali de “L’aquila nera” di Tony Cuomo in Corso C. Nigra 5. Accorrete numerosi.
in europa

Scendere in campo per un’Europa che possa rappresentarci

Ho ufficializzato la mia candidatura alle prossime elezioni europee, previste il prossimo mese di maggio. Sarà un’esperienza avvincente, nella quale ho deciso di riporre tutte le mie energie per poter degnamente rappresentare la nostra nazione a Bruxelles. In passato sono stato sindaco di Rivarolo Canavese, ove ho potuto dedicarmi alla politica per il bene del mio paese. Ed è proprio da qui che ho deciso di ripartire, per poter cambiare questa Europa che fa tanto discutere. Le mie esperienze internazionali hanno aiutato a maturare il mio bagaglio politico e culturale: sono stato deputato europeo e osservatore internazionale nelle recenti elezioni in Russia, e in altri Paesi dell’est europeo. Ho avuto modo di conoscere e rappresentare tante situazioni drammatiche dei luoghi che ho visitato, conoscendo realtà spesso poco pubblicizzate dai media. Sono stato co-autore del libroUcraina, la guerra geopolitica tra Stati Uniti e Russia”, nel quale rappresento come la questione ucraina nasconda interessi rilevanti per la politica geopolitica internazionale, con una tensione che sembra quasi voler sfociare in un vero e proprio conflitto internazionale. L’attuale situazione politica italiana merita grande attenzione: Salvini e la Lega sono stati costretti a scendere a compromessi con i grillini, che hanno attuato una politica poco significativa, inesperta e prettamente distruttiva, con prese di posizione poco chiare (Francia, Venezuela, Caso Diciotti). Si sono rivelati incapaci di opporsi ai vistosi problemi economici che stanno minando l’economia nazionale. La mancanza di una politica efficace sta impoverendo ed azzerando il ceto medio e le PMI che, sparse nel territorio, costituiscono il cuore dell’economia nazionale. La questione del latte esplosa in Sardegna ha dimostrato come le lobby europee e la globalizzazione incontrollata stiano schiacciando non solo la nostra economia ma perfino le nostre tradizioni. I consumatori italiani vanno oltremodo tutelati. In primis, nella scelta dei prodotti alimentari, nella loro tracciabilità e soprattutto nella tutela delle nostre produzioni. Il made in Italy è sinonimo di qualità e costituisce il marchio d’origine tra i più famosi al mondo, costituendo un vanto per la nazione. Il nostro agroalimentare va difeso ed oltremodo tutelato: lo dobbiamo non soltanto per i milioni di consumatori che ogni giorno acquistano nei supermercati, ma anche per difendere l’export del Paese, parte importantissima della nostra economia. In Italia e in Europa c’è dunque bisogno di aria nuova: con Fratelli d’Italia, pronti ad abbandonare le illogiche contraddizioni della politica italiana e a creare un’Europa più sana e più vicina alle famiglie italiane. Fratelli d’Italia è riuscito ad aggregare le energie dei vari movimenti conservatori e liberarli, costruendo un nuovo centrodestra che possa rappresentare degnamente la volontà degli elettori. La vittoria in Abruzzo ha dimostrato che gli italiani, traditi dai capricci del governo, hanno compreso la nostra missione politica e ci stanno dando fiducia. L’Europa può essere fatta solo partendo dal centrodestra. Come disse Almirante “La destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è nazione o non è, così vi dico adesso, la destra o è Europa o non è. E vi dico qualcosa di più: l’Europa o va a destra o non si fa” Con Fratelli d’Italia, per una Europa migliore.