Di Maio Conte

La politica e i dilettanti allo sbaraglio

Oggi la politica italiana deve poter dare risposte concrete ed immediate ai grandi problemi della nostra nazione, riproiettandola nell’Europa dei grandi. Purtroppo, però, l’attuale esecutivo non perde occasione di mostrarsi inadeguato e, a tratti, imbarazzante. A livello internazionale, i grillini non hanno perso alcuna occasione per mostrarsi di disaccordo sui temi più disparati, (immigrazione, caso Acquarius). Sulla posizione per la Tav, è assolutamente irreale proporre un’analisi costi benefici che mostri danni per 7 miliardi e benefici per uno soltanto: significa volersi prendere gioco degli italiani. In merito alla questione Venezuela, il M5S ha sostenuto Maduro, per poi ritrovarsi in uno stato di estrema confusione. Questo Paese deve essere libero di andare al più presto a libere elezioni, guidate da Juan Guaidò. Con la Francia, la politica grillina è stata capace di creare una vera e propria crisi diplomatica, con la sua presa di posizione a favore del movimento dei gilet gialli. Oltre ad essere una nostra “vicina di casa”, il Paese del presidente Macron è membro dell’UE come lo siamo noi, e rappresenta uno dei principali importatori dei prodotti italiani. Dunque, creare situazioni di attrito per motivi che, in fondo, ci riguardano davvero poco si rivela estremamente dannoso e privo di ogni possibile logica. Il Governo italiano non può prendere una posizione ufficialmente favorevole in merito alle proteste violente del movimento francese dei gilet gialli: il ministro dell’interno Francese Cristophe Castagner ha manifestato “indignazione e disgusto” per la serie di brutalità perpetrate a Parigi durante le recenti manifestazioni. Difendere ufficialmente i gilet gialli vorrebbe intendere essere contro Macron e contro il governo francese. Sulla questione francese si sono rivelate inoltre molto poco dignitose le giustificazioni che il premier Conte ha posto ad Angela Merkel, e la lettera di “umili scuse” che il PD ha inviato ambasciatore francese, relativamente al comportamento del governo italiano: il PD deve rappresentare l’Italia, e non può sicuramente schierarsi contro. Le gaffe del vicepremier Di Maio e del suo partito non si fermano qui: in una lettera al quotidiano francese Le Monde, ha infatti riferito[2] della Francia come un Paese dalla “tradizione democratica millenaria” dimenticando che fino al 1789 era una monarchia. I casi eclatanti di gaffe e figuracce non finiscono certo qui: tra i più assurdi, sicuramente quello del ministro delle infrastrutture Toninelli, che soltanto qualche mese fa ha già dato per pronto e trafficato il tunnel del Brennero, quando invece sarà pronto soltanto tra almeno otto anni. Purtroppo non si tratta di refusi o semplici gaffe: dichiarazioni affrettate o imprecise, prive di una logica di Governo, vanno a minare l’azione politica e la credibilità internazionale del Paese. L’ironia sui social, per eventi come questo, non nasconde una evidente incapacità di portare a termine un’efficace azione di Governo, specie nella politica internazionale. L’Associazione Rousseau, presieduta da Davide Casaleggio, incassa 1,2 milioni di euro l’anno come obolo obbligatorio da parte dei parlamentari del Movimento 5 Stelle: tali fondi hanno come fine quello di poter tenere “lezioni di recupero, ripetizioni di economia e corsi accelerati per candidati ed eletti”. Un vero e proprio corso e-learning per politici, fortemente voluto dai grillini, utile a “rimettersi in riga” ed evitare sviste clamorose, che continuano purtroppo a susseguirsi. Purtroppo, quando si eleggono politici immaturi può succedere anche questo: tutti ai corsi di recupero, e sotto con lo studio. Nella speranza comunque che presto gli elettori comprendano l’importanza di scegliere tra candidati politici che una preparazione tale da poter rappresentare degnamente il Paese e lavorare degnamente per il presente ed il futuro degli italiani.
reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza, così non va

Le idee dell’attuale Governo non finiscono mai di stupirci: i recenti litigi per la questione Venezuela, ha messo per l’ennesima volta in risalto i differenti punti di vista di Di Maio e Salvini, incapaci di rendere stabile un esecutivo così da poter lavorare per il bene del Paese. Hanno finito per danneggiare la nostra immagine politica anche agli occhi dei tanti connazionali che vivono in Sud America, e la questione è ancora lungi dall’essere risolta.

Il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, il reddito di cittadinanza, ha finito per creare incertezze e dissensi anche tra coloro che potevano, in qualche modo, sostenerlo. È il caso, ad esempio, dei Sindacati, che richiedono a gran voce modifiche sostanziali al decreto: adottando la scala di equivalenza indicata, si creano infatti pericolose iniquità che colpiscono, in particolar modo, le famiglie più numerose. Inoltre, secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, il provvedimento non toccherà ad un quarto delle famiglie tra le più bisognose. La Caritas, ha lanciato un vero e proprio allarme, in quarto il reddito di cittadinanza escluderà dal beneficio tutto coloro che, senza fissa dimora, si trovano sempre più ai margini della società, evitando di “salvare” tutti coloro che non hanno la residenza in Italia da almeno dieci anni, ma che vivono in una realtà di profondo disagio sociale. La lista dei dissidenti è molto lunga, e sono numerosi enti ed organizzazioni che hanno manifestato ufficialmente le proprie perplessità sui singoli aspetti della misura.

Insomma, un gran caos, se consideriamo che il numero dei richiedenti potrebbe, in un futuro ormai prossimo, aumentare esponenzialmente a causa di nuove domande presentate da tutti coloro che, nel frattempo, hanno perso il posto di lavoro, o preferiscono mantenerlo “in nero” provando a eludere i controlli.

Sicuramente il reddito di cittadinanza non rappresenta la migliore soluzione per combattere l’esclusione fiscale e, a farne le spese, saranno i più bisognosi.

recessione italia

L’Italia in recessione, e il Governo parla di ripresa

Il contradditorio Governo di questa legislatura si dimostra sempre diviso: sulla Tav rischia addirittura di dover restituire all’Europa i contributi già versati, e lo stop degli altri fondi europei, che verranno destinati allo sviluppo di progetti di altre nazioni. La notizia però più pericolosa e denigrante, per noi italiani, è sicuramente quella della recessione. Lo spread tra Btp e Bund è tornato a salire e, soltanto qualche giorno fa, con i dati Istati sul Pil che hanno, di fatto, certificato la recessione tecnica del Paese; la borsa di Milano si è rivelata la peggiore tra le europee chiudendo in rosso una giornata davvero pesante. E’ un momento davvero difficile per l’economia italiana. La notizia davvero preoccupante è però l’estrema leggerezza con la quale il Premier Conte, in maniera quasi irresponsabile, ha affrontando la notizia, dimostrandosi per nulla preoccupato per le notizie del Paese e, al contrario, parlando di ripresa economica. L’incertezza politica e la mancanza di riforme strutturali adeguate pesano come un macigno e creano un ristagno o addirittura un calo dell’attività produttiva. La situazione finanziaria del Paese di dimostra in una condizione di assoluto disordine, e la situazione è addirittura peggiorata rispetto qualche anno fa, con la sinistra al Governo. Le difficoltà economiche e l’incapacità delle istituzioni di porre rimedio o comunque mettere in atto misure adeguate potrebbero far venire a galla i malesseri del Paese, tradito da una politica inesperta ed inadeguata, che pensa più al reddito di cittadinanza o al blocco della Tav e trascura l’applicazione di una nuova ed importante politica economica che possa riportare l’Italia tra le grandi d’Europa e del Mondo. Dobbiamo imparare a difendere il nostro Paese difendendo, in primis, la nostra economia; e possiamo farlo solo con un Governo stabile, che limiti le discussioni e proponga una strategia economica chiara ed efficace.
governo salvini di maio

Il Governo delle contraddizioni quanto potrà ancora resistere?

Il Governo continua ad agire nella più totale incoerenza: i Grillini non sanno più se far processare Savini, oppure salvarlo, contraddicendo la loro tanto agognata onestà e pulizia morale; d’altro canto, il vicepremier della Lega ha già lasciato intendere che, qualora il Movimento 5 Stelle lo spedisca alla sbarra, il Governo è già pronto a chiudere i battenti. Tutto questo avviene mentre l’Istat ha già certificato la recessione del Paese, e all’orizzonte, tra redditi di cittadinanza e simili, non sembrano esserci misure adeguate per favorire crescita e lavoro. Un gran caos, nel cui calderone sono presenti anche sanatorie e regalie che l’attuale esecutivo ha voluto mettere in atto, in totale contraddizione con la tanto agognata lotta all’evasione, indispensabile per la ripresa dei conti del Paese. Il decretone fiscale dello scorso ottobre è per certi aspetti una brutta copia delle sanatorie fiscali della prima e della seconda repubblica, offrendo la possibilità a chi non ha pagato le tasse di regolarizzare la propria posizione senza alcuna sanzione. Le critiche sono piovute dagli moltissimi economisti, i quali hanno sottolineato come ogni sanatoria riesca a rimpinguare le casse dello Stato rapidamente ma hanno il difetto di presentare, a lungo termine, dei costi troppo elevati. Inoltre, sempre per rimanere in tema di contraddizioni, per queste sanatorie i benefici ottenuti sono davvero modesti anche per l’erario e secondo Alessandro Santoro, professore di scienza delle finanze all’Università di Milano Bicocca, la rottamazione-ter potrebbe avere addirittura un effetto negativo sulle entrate del 2018. Oserei definire addirittura scandaloso il condono M5S sulla definizione agevolata dei processi verbali di constatazione della Guardia di Finanza: chi è stato colto in fragrante, magari dopo anni di dure indagini dei militari, può ottenere lo sgravio di tutti i verbali notificati prima del 24 ottobre 2018. Ovviamente, da ogni tipo di condono / sanatoria sono escluse le tasse europee. Perché questa ennesima contraddizione? Perché, in caso contrario, l’Italia avrebbe rischiato nuove sanzioni dall’UE. Il Governo di Forze politiche inadeguate, in questo difficile momento confermano di come l’Italia sia una Repubblica basata sui condoni (ben 67 dal 1900, in tema di tasse e lavoro nero), dove chi non paga e fa il furbo viene in qualche modo perdonato.
Fratelli_d'Italia

Per un nuovo vero centrodestra, in Italia e in Europa

Come ho già avuto modo di ribadire più volte, è mia intenzione proporre la candidatura alle prossime elezioni europee con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, rimettendomi in gioco per il Piemonte, la Lombardia, la Liguria e la Valle d’Aosta. Il centrodestra italiano ha bisogno di un movimento sovranista e conservatore, che può sicuramente allearsi con la Lega, ma deve comunque potersi distinguere. Fratelli d’Italia ha aggregato le energie del centrodestra puntando a far risultato già dalle prossime elezioni europee. Nell’alleanza con il Movimento Cinque Stelle, Salvini è stato costretto troppe volte a scendere a compromessi, in primis nel settore economico-fiscale, non riuscendo a rappresentare pienamente le politiche del centrodestra e gli impegni presi con gli elettori. Fratelli d’Italia si sta proponendo per la costituzione di una nuova forza politica aggregata dove far confluire tutte le energie dei movimenti conservatori e liberali, e Giorgia Meloni è convinta che possa diventare il secondo partito del centrodestra, grazie alle tante adesioni al progetto di questi ultimi tempi. Sono tanti i consensi che riceviamo giornalmente, dalle piccole realtà locali al Parlamento Europeo. E, soprattutto, dagli elettori, stanchi di ricevere soprusi e voltafaccia da una politica che stenta a cambiare veramente le cose, specie in tema di tasse e di lavoro. I sentimenti di contrasto che contraddistinguono la linea di Governo Lega/M5S non possono garantire un Governo stabile e duraturo, in grado di lavorare rispettando gli impegni presi con gli elettori. Dal reddito di cittadinanza alla Tav, ai fatti in Venezuela, o all’immigrazione: sono davvero tanti i momenti in cui il Governo ha rischiato di scricchiolare, mostrando la propria fragilità, proprio in un momento in cui l’Europa ci chiede stabilità e riforme. L’elettorato di centrodestra ci è vicino, e siamo orgogliosi di lavorare per loro. La crescita che sta registrando Fratelli d’Italia, negli ultimi sondaggi, è indice che del fatto che stiamo lavorando bene, costruendo la nostra affermazione sulle nostre idee politiche senza dover attendere passi falsi degli avversari. Dopo Nello Musumeci in Sicilia, ci attendiamo un ottimo risultato nelle regionali in Abruzzo con Marco Marsilio, che potrebbe essere il primo Presidente di Regione iscritto a FdI. Nelle prossime europee, il centrodestra potrebbe essere rappresentato dal binomio FdI – Salvini. Per essere qualcosa in più di una semplice alternativa, Fratelli d’Italia avrà il compito di “scollegare” Salvini dai grillini, riportando il pensiero politico vincente del centrodestra al Governo.
reddito di cittadinanza

Perché il reddito di cittadinanza nasce con numerose problematiche

Ha destato parecchio scalpore il video, pubblicato su Facebook, nel quale, con Augusta Montaruli e Maurizio Marrone, parliamo con alcuni Rom in un campo nomadi. Sono questi alcuni tra coloro che saranno a breve pronti a richiedere il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle. È una misura che nasce sotto cattivi presagi: ne beneficeranno i Rom, i parassiti del sistema, coloro che non intendono cercare alcuna occupazione e anzi preferiscono “lavorare in nero” per non perdere l’assistenzialismo. Premierà gli estorsori dei parcheggi abusivi, i lavavetri ai semafori; per superare l’incostituzionalità, spetterà anche agli extracomunitari regolari con residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa. Verrà richiesto a gran voce tra coloro che non studiano e non cercano lavoro, che in Italia sono rappresentati da un numero tra i più rilevanti d’Europa, specie tra i giovanissimi. A differenza di altri Paesi dell’Unione Europea, in Italia una misura del genere potrebbe causare problemi rilevanti: a differenza, ad esempio, di Germania e Polonia, non c’è quella grande richiesta di manodopera, quindi le tre offerte di lavoro, previste dal decreto, potrebbero slittare su un arco di almeno tre o quattro anni, gravando in maniera pesantissima sulle casse dello Stato. I beneficiari saranno incentivati a lavorare in nero, pur di mantenere il sussidio. Dunque, è una misura che nasce sotto cattivi presagi, e non è accompagnata da alcuna misura che favorisce le imprese, lo sviluppo, la ricerca, la creazione di nuovi posti di lavoro. Non premia in alcun modo chi ha voglia di lavorare, di crescere, di far diventare grande il nostro Paese. E a pagare, ovviamente, saranno come sempre i contribuenti onesti.    

Si torna in campo nelle elezioni europee

E’ ora di tornare in campo, dopo le mie recenti esperienze locali, come sindaco di Rivarolo Canavese, e le recenti attività europee, ove ho maturato importanti esperienze come osservatore internazionale (nelle recenti elezioni della Federazione Russa) e nei Paesi dell’Est che ho visitato, scoprendo situazioni drammatiche spesso ignorate dai  nostri media. La situazione di politica interna ed esterna necessità di grande attenzione: il rilancio dell’economia italiana, il reddito di cittadinanza, la l’intricata situazione europea, sulla quale ho pubblicato un interessante libro scritto con il giornalista Antonio Parisi; il ruolo delle superpotenze nei territori  dell”Est europeo. Le prossime elezioni europee sono previste tra il 23 ed il 26 maggio 2019 nei 27 stati membri dell’Unione. In Italia, avranno luogo dunque nell’ultimo weekend di maggio Saranno le prime elezioni che non vedranno la partecipazione del Regno unito, uscito dall’UE Con la Brexit. Sono pronto dunque alla candidatura alle prossime elezioni Europee con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, pronto a rappresentare l’Italia, ed i cittadini italiani, in un difficile contesto politico nazionale ed internazionale. Io non mollo, e mi rimetto in gioco per il Piemonte, la Lombardia, la Liguria e la Valle D’Aosta alle Europee con Fratelli d’Italia.

Ucraina, la Guerra Geopolitica tra Stati Uniti e Russia

Mi è stato offerto di ricandidarmi alla carica di primo cittadino, anche se sarò tra le file dei “Fratelli d’Italia” nelle prossime elezioni europee, in rappresentanza di Piemonte Lombardia, Liguria e Valle D’Aosta. Mi inorgoglisce pensare che io possa, ancora una volta, essere presente al Parlamento Europeo a Strasburgo per rappresentare la mia gente. Le mie esperienze da eurodeputato ed esperto di politica estera, mi hanno convinto a rimettermi in gioco. C’è davvero tanto lavoro da fare: Le situazioni drammatiche di alcuni dei popoli dell’est Europa, che ho avuto la fortuna di visitare durante i viaggi nella mia esperienza europea, mi hanno fatto riflettere molto. Ho deciso pertanto di dedicare un libro, unitamente ad Antonio Parisi, che testimonia gli interessi che la politica internazionale coltiva sull’Ucraina. Ucraina la guerra geopolitica Nel libro “Ucraina, La guerra geopolitica tra Stati Uniti e Russia”, edito da Historica Edizioni , proviamo a mettere a nudo una cruda realtà che non tutti conoscono a fondo, che evidenzia l’inefficacia delle istituzioni europee. In slavo antico, Ucraina significa “confine”. Oggi, questo territorio è ancora un’area di frontiera tra l’Europa occidentale e la Russia; ed è qui che, ancora oggi, si gioca un’importante partita a scacchi tra l’UE, Gli Stati Uniti, la Nato e la Russia, con una tensione che è palpabile. In Ucraina si denotano due diversi sentimenti nazionalistici, che alimentano uno stato di odio/amore nei confronti della Russia, creando due diverse identità nazionali. Gli interessi in gioco sono altissimi: è davvero scandaloso, ad esempio, che tre cittadini stranieri, georgiani ed americani, siano diventati ministri del governo ucraino ottenendo la cittadinanza un giorno prima delle loro nomine. Non dimentichiamoci che la questione Ucraina ha danneggiato, economicamente, anche l’Italia, a causa di mancati rapporti commerciali che avrebbero dato giovamento alle nostre imprese. Si tratta di mancate esportazioni con i Paesi Russi, o della perdita di commesse commerciali con aziende operanti in quei territori. La nostra presenza in Europa, deve partire proprio dall’analisi di queste problematiche, di cui i media, purtroppo, non parlano molto.
Magdi Allam: Convivere con l’Islam

Magdi Allam: Convivere con l’Islam è davvero possibile?

E’ stato un vero successo l’incontro a Rivarolo Canavese con Magdi Cristiano Allam, nel corso dell’evento organizzato  da Officina delle Idee e del pensiero. Con Magdi ho condiviso l’esperienza di lavoro al Parlamento Europeo ed è una persona unica, nonché uno dei più importanti conoscitori del Corano e del mondo islamico.   Nell’evento, Magdi ha affrontato temi come l’integrazione e la tolleranza: sono argomenti che sono diventati estremamente attuali, specie a seguito dei recenti attentati terroristici di matrice islamica che hanno sconvolto l’Europa, ed il mondo intero, in questi ultimi anni.       L’aspetto più sorprendente è che gli attentatori kamikaze erano persone perfettamente integrate nella società in cui vivevano, e non manifestavano quel disagio sociale o quel senso di emarginazione che avrebbe potuto generare in loro le motivazioni per portare a termine un attentato. Ma l’Islam riesce ad affascinare: la nostra è civiltà decadente, ove la perdita dei valori sociali e spirituali, che l’Europa sta vivendo oggi, non consente ai giovani di trovare ideali che realmente li conquistino, e che diano un significato alla loro esistenza.   L’Europa è sempre più musulmana A Bruxelles il 24% della popolazione è musulmana, ma se consideriamo la fascia di età al di sotto dei giovani al di sotto dei 30 anni, i musulmani raggiungono il 40% dei residenti. Il problema è che l’Islam, sempre più presente in tutto il continente, concepisce sé stessa come religione naturale dell’uomo, e non accetta la coesistenza con altri culti. Non tutti poi ne conoscono così bene i dogmi, non hanno letto il Corano in maniera approfondita, e non conoscono Maometto, che è stato un feroce guerriero che ha sottomesso con la forza diverse popolazioni cristiane. Possiamo quindi immaginare, per il futuro, un’Europa sempre più musulmana, con un’integrazione sempre più difficile con la nostra civiltà.     La convivenza con l’Islam è possibile solo in presenza di uno Stato laico, ed è necessario convertire le nostre istituzioni verso la laicità. In Italia e in Europa non si può parlare liberamente dell’Islam, come avviene per le altre religioni, perché si ha paura di criticare il Corano e Maometto. Bisogna superare l’atteggiamento di buonismo e di relativismo (legati anche a motivazioni economiche, condizionate dal business del gas e del petrolio), imporre vere e proprie barriere ideologiche, così da trovare la forza di contrapporre la nostra civiltà.     L’aspetto più preoccupante, non è soltanto legato all’arroganza ed alla violenza religiosa, ma alla nostra ingenua sottomissione ai valori dell’Islam L’Italia e l’Europa devono indicare in modo chiaro che dialogo e convivenza non possono prescindere dagli usi e costumi nazionali, e che i nostri territori non devono rappresentare una “terra di conquista”.  Istituzioni fortemente laiche, anche se con una radice cristiana come le nostre, potrebbero legittimare la pacifica convivenza tra le religioni. Purtroppo però siamo noi stessi a dare a creare i presupposti per la nostra sottomissione. È proprio la Chiesa Cattolica a legittimare l’Islam: a Sesto Fiorentino, la Chiesa ha venduto un terreno per costruire una moschea che potrà accogliere 2.500 persone, con l’avvallo dell’amministrazione del Pd. È per questo che i musulmani si sentono incoraggiati ad “islamizzarci”. È assurda, inoltre, la campagna che la Chiesa continua a sostenere contro i “muri”: nel 632 gli Islamici invasero il sud dell’Europa e fecero violente scorribande in tutto il continente. Nell’830 e nell’847 gli Islamici invasero Roma e saccheggiarono la Basilica di San Pietro. Le mura Leonine edificate nell’847, hanno consentito, ad oggi, di salvare la cristianità e di poter sviluppare una società libera in cui noi ci identifichiamo.
Come formare Governo salvini Di Maio Mattarella

Quale è la soluzione per formare il nuovo Governo?

La risposta è semplice: a questo punto bisogna andare alle urne, la situazione politica estremamente incerta che l’Italia sta vivendo in questi giorni persiste anche nei più recenti avvenimenti, che denotano la difficolta di formare un nuovo Governo che sappia convincere elettori ed istituzioni.

Dall’alleanza per un “Governo gialloverde” Lega – M5S, i giorni scorsi sono saliti alla ribalta i nomi del Dott. Conte e del dott. Savona, quest’ultimo divenuto pomo della discordia con il Presidente Mattarella, che ha bloccato i lavori sul nascere.

Quale potrebbe essere la soluzione migliore per formare un nuovo Governo?

La soluzione migliore sarebbe stata quella di dare l’incarico al centrodestra che aveva ed ha tuttora la maggior forza parlamentare e che proprio in aula avrebbe potuto maturare i numeri per avere la fiducia. Tuttavia il Presidente ha sempre negato ed impedito questa strada e dopo diversi quanto improbabili tentativi la creazione del nuovo Governo sta oramai diventando un vero e proprio gossip, che coinvolge gli esponenti dei due maggiori partiti, appunto Lega e M5S, che però singolarmente non hanno i numeri per poter governare ed unitariamente sono stati respinti dal Presidente che per qualche ragione inspiegabile ai più non ha voluto provvedere alla nomina del ministro dell’economia indicato dal Premier incaricato Conte.

La proposta più coerente con la volontà degli elettori è a questo punto quella di tornare subito al voto, magari con una nuova legge elettorale che garantisca un premio di maggioranza al partito o alla coalizione più votata.

Salvini e/o Di Maio, chi dei due ha meglio gestito la situazione?

Mentre Salvini sembra potersi muovere abilmente negli ambienti di palazzo, Di Maio appare spaesato e forse troppo inesperto ed impreparato per calcare palcoscenici così importanti e così disseminati di insidie. Non a caso, è proprio Salvini a parlare di una nuova legge elettorale, spiegando con molta determinazione che: “… l’unica cosa certa è che c’è una maggioranza in Parlamento che può proporre e approvare le leggi. Per prima cosa facciamo partire la discussione sulla legge elettorale, perché adesso il lavoro passa al Parlamento e, essendo questa una Repubblica parlamentare, sarà lì che si faranno le leggi. A meno che la Merkel non ce lo voglia impedire”.

Il Presidente della Repubblica ha conferito a Carlo Cottarelli l’incarico di formare il Governo: è la soluzione giusta? Cottarelli sicuramente non può essere annoverato tra gli acritici difensori dell’attuale unione monetaria. Tuttavia, ha una posizione forse più adatta a rassicurare i mercati, e potrebbe ottenere quel “consenso internazionale ed europeo” che ne rafforzerebbero la posizione. Il voto comunque rimane la soluzione più giusta, e se Cottarelli non otterrà la fiducia necessaria dagli schieramenti politici, gli italiani torneranno sicuramente alle urne.